AGI - La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del fascicolo relativo all’incidente del 17 dicembre 2024, quando una perdita d’acqua aveva provocato il rilascio nell'aria di fibre di amianto nella sede di Viale Mazzini, quartier generale e sede legale della Rai. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dal pm Fabio Santoni.
L'inchiesta sull'amianto nella sede Rai di viale Mazzini
Secondo quanto apprende l’AGI, l’intervento tempestivo dello Spresal della Asl Roma 1, coordinato dal dirigente Alessandro Palmeri, tra i massimi esperti di amianto in Italia, e le misure adottate dalla tv di Stato hanno, infatti, garantito fin da subito la sicurezza dei lavoratori e delle poche professionalità rimaste operative e ancor oggi presenti all’interno della struttura.
La ricostruzione della Procura
Subito dopo l’evento, secondo quanto ricostruito alla Procura, fu spento l’impianto di condizionamento e scattò un lungo e complesso intervento, reso necessario dalla nota presenza di amianto nell’edificio. Rai e Asl Roma 1 si attivarono immediatamente, interdicendo alcune aree ben circoscritte del piano terra e del primo piano.
Dispersione nelle aree interdette
In queste zone, confinate e mai accessibili ai dipendenti, si è registrata la dispersione di amianto, con picchi fino a 8,9 fibre per litro: un valore superiore al fondo ambientale, ma decisamente inferiore al limite previsto per i luoghi di lavoro in cui l’amianto viene trattato (100 fibre/L come media ponderata su otto ore).
Misure di prudenza adottate
Per ragioni di massima prudenza, l’accesso a dirigenti e dipendenti fu immediatamente vietato nelle aree interessate e, per tutto il mese di gennaio, l’ingresso alla sede è avvenuto esclusivamente da via Pasubio.
Campagna straordinaria di monitoraggio
La Rai non si è limitata agli interventi ordinari. Il 14 gennaio 2025, da quanto si apprende, l’azienda ha infatti disposto una campagna straordinaria di monitoraggio su tutti i piani dell’edificio di Viale Mazzini, come riportato in una nota interna, con 46 campionamenti effettuati dal piano interrato all’ottavo piano, incluse mensa e bar, con una media di cinque rilevazioni per livello. Anche il piano terra e il primo piano sono stati monitorati, ad esclusione delle aree già interdette e seguite direttamente dalla Asl.
Esito dei campionamenti
Tutti i campionamenti hanno confermato l’assenza di fibre di amianto aerodisperse. Si è trattato di un’azione non obbligatoria, viene fatto rilevare, ma significativa dell’attenzione dell’azienda alla salute dei lavoratori.
Roadmap per il trasferimento
Ciononostante la Asl Roma 1 aveva chiesto alla Rai una roadmap per l’uscita dall’edificio alla luce della vetustà dello stabile, costruito in un’epoca in cui l’amianto era ampiamente utilizzato e considerato un materiale di pregio.
Con il passare del tempo, soprattutto a causa dell’invecchiamento dell’impianto idrico, non è possibile escludere il ripetersi di guasti simili in futuro. Per evitare ulteriori criticità si è quindi deciso di accelerare il trasferimento della sede Rai, già previsto per giugno 2025.
L'Osservatorio nazionale Amianto: "Non archiviare"
"Non condivido la richiesta di archiviazione, in quanto la procura della Repubblica dovrebbe tener conto delle morti sospette per Mesotelioma e altre patologie, tra coloro che hanno svolto servizio in RAI. Inoltre ribadisco che non vi è un limite di soglia che escluda le responsabilità, e soprattutto la capacità delle fibre di uccidere. Per questi motivi, a mio modo di vedere, sarebbe auspicabile che il gip disponga che il pm svolga un approfondimento di indagine". Così l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto dopo la richiesta di archiviazione dei pm di Roma del fascicolo relativo all’incidente che si era verificato il 17 dicembre 2024, giorno in cui una perdita d’acqua aveva provocato il rilascio di alcune fibre di amianto nell’aria nella sede di Viale Mazzini, quartier generale e sede legale della Rai.