AGI – La Corte di assise di appello di Milano ha confermato la pena a 27 anni di reclusione per Daniele Rezza, imputato per l’omicidio e la rapina commessa la notte dell’11 ottobre 2024 nei confronti di Manuel Mastrapasqua a Rozzano, in provincia di Milano. Il collegio di secondo grado rispetto al primo verdetto ha escluso l’aggravante dei futili motivi e ha mantenuto quella della minorata difesa.
Riconosciuta al 21enne, assistito dall’avvocata Tiziana Bacicca, anche l’equivalenza dell’unica aggravante rimasta con le circostanze attenuanti generiche.
Legale della vittima: "lo auspicavamo"
“Era quello che auspicavamo - ha commentato l’avvocata di parte civile Roberta Minotti che assiste i familiari della vittima -. Siamo certamente soddisfatti. È ovvio che Manuel non tornerà più casa e rimane comunque il dolore dei familiari. Nessuno di loro ha visto delle scuse dall’imputato né un atteggiamento sommesso e di consapevolezza per quello che aveva fatto. Le scuse dette in udienze sono state percepite come utilitaristiche solo per motivi processuali e non sentite”.
Ucciso per due cuffiette da 14 euro
La sera dell’omicidio Mastrapasqua mentre rientrava a casa dal lavoro era stato aggredito in strada da Rezza, allora 19enne, e colpito con una coltellata al petto dopo essere stato rapinato di un paio di cuffie wireless del valore di 14 euro.
La morte causata da un solo fendente
L’autopsia eseguita sul cadavere del 31enne Manuel Mastrapasqua, ucciso la notte dell’11 ottobre in viale Romagna a Rozzano, ha confermato che il suo omicida Daniele Rezza lo aveva colpito con una sola coltellata al torace, risultata fatale. Il fendente aveva reciso una vena tra cuore e polmoni provocando una grave emorragia.