AGI - Quattro ragazzi che andavano in vacanza. Autotrasportatori impegnati nel loro lavoro quotidiano. Cittadini che si muovevano come ogni giorno per le strade della città. Turisti. Quarantatré vite spezzate, il più grave incidente stradale che la Repubblica italiana abbia conosciuto. La più giovane vittima aveva nove anni, la più anziana 64; 29 quelle italiane, ma ci sono anche 4 francesi e colombiani, peruviani, moldavi, cileni, albanesi, rumeni e albanesi.
Oggi, a otto anni dai fatti, la sentenza di primo grado nei confronti dei 57 imputati coinvolti nel processo sul crollo del ponte Morandi, avvenuto a Genova il 14 agosto 2018. Il 18 agosto per loro funerali di Stato con il presidente Sergio Mattarella e le più alte cariche dello Stato, ma soprattutto 8mila persone dentro e fuori la tensostruttura allestita per il rito funebre.
Nel processo, in 284 udienze, sono stati sentiti oltre 280 testimoni e sono costituite 168 parti civili. La Procura di Genova, che contesta a vario titolo reati di omicidio colposo plurimo, crollo doloso, omicidio stradale, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha chiesto condanne per complessivi 400 anni.
Chi sono gli imputati
Gli imputati sono ex dirigenti e tecnici di Autostrade, Spea (la società controllata che si occupava della sicurezza e della manutenzione) del ministero dei Trasporti. Per la Procura, negli anni si sarebbe risparmiato sulla sicurezza e sulla manutenzione del ponte per permettere ai soci di intascare maggiori dividendi, fino ad arrivare al crollo dell'agosto di otto anni fa.
L'imputato per cui è stata chiesta la condanna più alta, a 18 anni e sei mesi di reclusione, è Giovanni Castellucci, ex ad di Autostrade per l'Italia, già condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per la strage del 2013 del viadotto di Acqualonga, sulla A16, nel territorio del Comune di Monteforte Irpino, in cui morirono 40 persone. Dodici degli imputati hanno chiesto di essere esaminati nel processo, 21 hanno rilasciato dichiarazioni spontanee. Le udienze, iniziate il 7 luglio 2022, si sono svolte sia nelle aule del tribunale che in una tensostruttura allestita all'esterno, necessaria per il rispetto delle previsioni anti-Covid. I familiari delle vittime negli anni hanno ricevuto risarcimenti civili da Aspi per circa 60 milioni di euro.