AGI - La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine nei confronti di colui che è considerato - dagli addetti ai lavori - uno dei più importanti procuratori di calcio italiani, Gabriele Giuffrida, difeso dall'avvocato Gianluca Tognozzi. In passato il procuratore sportivo ha gestito il trasferimento dall’Inter al Paris Saint Germain dell’attaccante argentino Mauro Icardi, oggi al Galatasaray. Giuffrida è indagato, come confermano ad AGI qualificate fonti investigative, perché con la sua società GG 11 Srl avrebbe presentato una dichiarazione dei redditi infedele, “connotata dall’annotazione di componenti positivi di reddito in misura inferiore a quello reale e dall’indebita riduzione dell’imponibile con indicazione di costi in misura superiore a quelli realmente esistenti, per un ammontare complessivo pari a oltre 2 milioni di euro”, si legge in un’informativa del nucleo di polizia economica e finanziaria della guardia di finanza di Roma. Tradotto: la società del procuratore, fondata nel 2017 con un capitale sociale da 10 mila euro e specializzata nell’assistenza ai club professionistici e ai relativi calciatori, in particolare sui trasferimenti tra i club, avrebbe evaso le imposte, presentando per l’anno 2020 una dichiarazione dei redditi infedele.
Fatture sospette
Ma oltre a ciò, i finanzieri hanno rilevato ulteriori addebiti non riconducibili a singole operazioni di trasferimenti di calciatori. In particolare, sono i costi documentati dalle fatture per un totale di 126 mila euro + Iva emesse dalla società Sportcooding di Fabio Grosso (solo omonimo del nuovo tecnico della Fiorentina, ndr) e altre fatture per un totale di 300 mila euro emesse da una società con sede a Londra, Joy Eleven Srl, ad aver attirato l’attenzione degli investigatori, che hanno ipotizzato a carico dell’uomo anche altri reati.
“Dall’analisi della documentazione e dalle informazioni acquisite sono emerse diverse incongruenze e anomalie sulla società fornitrice costituita nel 2020 che ha come cliente unico la GG11 Srl” - scrivono le Fiamme Gialle - riferendosi alla società di Grosso che è stato anche interrogato qualche settimana fa, ma al momento non risulta indagato. Secondo i finanzieri: “le fatture emesse dalla Sportcoding risultano prive di qualsiasi dettaglio in merito alla natura, qualità e quantità delle prestazioni rese limitandosi a un generico richiamo al contratto”.
Non soltanto. Si legge nell’informativa: “Emerge chiaramente una difformità tra contratto e fatturazione, poiché il contratto prevedeva un corrispettivo definito in base al pacchetto prescelto dal cliente, in fattura, invece, manca qualsiasi indicazione in tal senso e gli importi non sono riconducibili al listino contrattuale”. E ancora: “le parti sottoscrivono il contratto il 12 ottobre del 2020 ma già alla prima fattura di 20 giorni dopo il listino è stato disapplicato addebitando un compenso fortettario”.
È lunga la lista delle contestazioni a cui Grosso non ha replicato: “Non è stato in grado di chiarire la differenza tra le due tipologie di report, breve e approfondita, pur prevista contrattualmente” - annota la Finanza -, che alla fine della fiera ritiene che “la Sportcoding non ha erogato servizi riconducibili ai pacchetti di maggior valore economico previsti nel contratto tali da giustificare l’elevato importo fatturato, come appunto i report mensili continuativi, i profili approfonditi, la creazione di banche dati, la fornitura e assistenza software. Di conseguenza, non è possibile verificare l’effettività, la certezza, la determinabilità del costo, né la corrispondenza tra l’operazione fatturata e quella realmente eseguita”, concludono gli investigatori.
Gli altri rapporti commerciali
Altre operazioni finanziarie della società di Gabriele Giuffrida apparse sospette sono quelle che hanno riguardato il rapporto commerciale con la Joy Eleven Ltd, che, come è stato rilevato da interrogazioni nelle banche dati, è una società riconducibile direttamente al fratello di Giuffrida, Valerio. E, da qui, la finanza ha chiesto alla procura di valutare “se gli elementi indiziari e probatori fin qui acquisiti consentano di ipotizzare, a carico del rappresentante legale della GG11 Srl anche il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. E nei guai, così, potrebbe finire Grosso, perché gli investigatori sono convinti che “la Sportcoding Sas sembra sia stata costituita esclusivamente per gestire, in un arco temporale limitato di due anni i rapporti con l’unico cliente, GG 11 Srl”, appunto.
Oggi la società di Grosso risulta inattiva, ma la polizia giudiziaria ha chiesto alla procura di “valutare l’opportunità di conferire apposita delega per ulteriori indagini al fine di corroborare l’inesistenza oggettiva delle prestazioni fatturate e la conseguente configurabilità dei reati a carico del committente e dei prestatori”. Significa che la finanza ha chiesto di iscrivere nel registro degli indagati anche Grosso e Valerio Giuffrida, oltre al 're dei procuratori', Gabriele, ipotizzando un giro di fatture false che è però tutto ancora da dimostrare. Quello che è certo, invece, è che nei confronti della società GG 11 Srl è stato chiesto al pm Vincenzo Barba “di valutare la possibilità che il gip competente emetta un decreto di sequestro preventivo, in relazione all’imposta evasa”.