AGI – Tra Roberto Gualtieri e il termovalorizzatore di Santa Palomba, con cui il sindaco di Roma vorrebbe risolvere (o almeno semplificare) l’annosa questione dei rifiuti della Capitale, si frappone all’improvviso la Storia.
"Nel cantiere del termovalorizzatore di Santa Palomba sta venendo alla luce un autentico giacimento archeologico che impone l'abbandono dell'intervento come previsto dallo stesso Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale". L'Unione dei Comitati contro l'inceneritore denuncia che, a suo dire, “sta emergendo” dagli scavi "un contesto archeologico di grandi dimensioni, che si sta tentando di obliterare o tenere nascosto". In una nota il Comitato scrive che "negli ultimi giorni sono venuti alla luce quelli che sembrano resti di strutture murarie legate alla strada basolata per un'estensione di 550 mq, una vasca di forma ovale e un giacimento archeologico molto esteso ancora da indagare per una superficie stimata di circa 2.500 metri quadrati".
Precedenti segnalazioni e vincoli
Il Comitato ricorda che a fine 2022 dopo l'acquisto del terreno da parte di Ama aveva denunciato "l'assenza di adeguata valutazione archeologica pur essendo universalmente nota la straordinaria importanza archeologica dell'intera area di Santa Palomba". La stessa società di ingegneria ambientale Geco aveva avvertito che "dall'esame emerge che il sito di interesse è interessato da numerosi vincoli di natura archeologica".
Altri ritrovamenti segnalati
Per i comitati contrari all'opera sono stati sottaciuti "notevoli ritrovamenti archeologici, come il 'Santuario arcaico IBM-Semea' tra il VI-V secolo a.C., bene addirittura già richiamato nei documenti preliminari di Roma Capitale".