AGI - Sono state una cinquantina le coltellate sul corpo di Luigia Fortunato, uccisa dal marito Sami Khemaies nell'abitazione di famiglia a Loreto, in provincia di Ancona. La donna avrebbe tentato anche di difendersi dalla furia del marito. Sono i primi riscontri dell'autopsia effettuata questa mattina ad Ancona dal medico-legale Angelo Montana.
La relazione finale sarà messa a disposizione del pubblico ministero Rosario Lioniello, che al momento ha solo ipotizzato un capo di indagine nei confronti del 39enne tunisino, reo confesso: omicidio volontario pluriaggravato per l'uso del coltello e dal vincolo familiare. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Montacuto, ad Ancona.
Il delitto
Il delitto è avvenuto giovedì sera, nell'abitazione di Via Bramante, a Loreto: marito e moglie, i cui rapporti erano già tesi da tempo, hanno litigato per via di un alterco che l'uomo aveva avuto qualche giorno prima con gli educatori del campo estivo al quale partecipava il loro figlio di 7 anni.
Nella versione resa da Khemaies, al culmine della lite, la donna lo avrebbe minacciato con un coltello da cucina e ferito a un dito della mano, a quel punto il marito l'avrebbe disarmata e poi colpita più volte con lo stesso coltello. Luigia ha cercato di difendersi, come confermano le ferite presenti sulle braccia. L'autopsia si è svolta alla presenza del consulente della famiglia della vittima, il medico legale Filippo Pirani, mentre la difesa non ha nominato alcun rappresentante.