AGI - L'avvocato Roberto De Vita, legale del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha diffuso una nota: "In relazione alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un 'finto attentato' e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità, Sigfrido Ranucci ha presentato denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata e altri reati".
A questa nota ne è seguita un'altra, in cui l'avvocato De Vita ha fatto sapere: "In relazione alla rivelazione di notizie ed estratti di atti, coperti dal segreto di indagine e in particolare di contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali, relative alla indagine ancora in corso e di elevatissima delicatezza per il grave attentato dinamitardo nei confronti di Sigfrido Ranucci", con conseguente pubblicazione su alcune testate da cui deriva grave pregiudizio alle investigazioni, aggravamento dell'esposizione al rischio e pregiudizio reputazionale per l'uso parziale e strumentale a narrazioni distorte, i giornalisti Sigfrido Ranucci, Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini Luca Chianca e altri della redazione di Report hanno presentato atto di denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo. Denuncia che non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti, ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto".
Il boom di accessi su RaiPlay
"Oltre 51mila accessi dalle 21:15, l'orario in cui era prevista la messa in onda di Report, per guardare la trasmissione d'inchiesta su Raiplay": è il dato rivendicato dalla redazione della trasmissione che aveva lanciato un appello in questo senso dopo la sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai, in attesa che si chiarisca l'indagine sull'attentato a Sigfrido Ranucci.
Chi ha guardato l'inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda ieri sera su Rai3, quella sul crollo del Ponte Morandi, ha fatto registrare "un dato dieci volte superiore alla media delle visualizzazioni giornaliere su Raiplay degli ultimi giorni", sottolinea la redazione in una nota in cui riferisce di "una valanga di selfie, storie Instagram e post". "Il tamtam sui social in poche ore ha fatto da volano", ha spiegato la redazione di Report. "In trent'anni di storia Report", ha aggiunto, "nonostante le tante pressioni, è potuto andare avanti a fare inchieste in maniera indipendente e libera proprio grazie al sostegno del pubblico che anche ieri ha dimostrato il suo attaccamento alla trasmissione d'inchiesta, che è patrimonio di tutti".