AGI - A Roma i carabinieri hanno sgominato la 'banda del buco' che, facendo base nell'ex Hotel Cinecittà, occupato abusivamente, organizzavano furti in abitazioni e negozi in tutta Italia. Per quattro cittadini sudamericani, tra cui una donna, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Tiziana Coccoluto, ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per altri due malviventi è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I criminali avrebbero messo a segno una serie di furti tra abitazioni, grandi centri commerciali e negozi di telefonia, sottraendo merce per oltre 200 mila euro per lo più con la 'tecnica del buco', praticando fori nelle pareti dei locali adiacenti. Gli inquirenti del dipartimento criminalità diffusa della Procura di Roma sono risaliti ad almeno 12 episodi di furto tra abitazioni private e centri commerciali.
Le indagini della Procura di Roma
L'inchiesta dei magistrati di piazzale Clodio è iniziata nell'ottobre del 2024, dopo l'arresto in flagranza di un componente della banda per resistenza a pubblico ufficiale che non si era fermato allo stop imposto alle forze dell'ordine. I militari si erano lanciati in un inseguimento dell'auto tra viale Palmiro Togliatti e il quartiere di Cinecittà, dove per l'uomo sono scattate le manette. Dall'analisi del suo telefonino, gli inquirenti sono poi risaliti al resto della banda, che abitava nell'ex Hotel Cinecittà.
Le 22 pagine di ordinanza
Nelle 22 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri della compagnia Roma Casilina, il giudice per le indagini preliminari ha scritto che "ricorrono le esigenze cautelari" per quattro dei cittadini sudamericani, "essendo emerso come gli indagati siano particolarmente dediti alla realizzazione di reati predatori come fonte del proprio sostentamento, con specifiche capacità realizzative di organizzazione, per come emerge dalla realizzazione di 12 furti tra centri commerciali e appartamenti".
I sei indagati sono stati destinatari delle misure cautelari, si legge nell'ordinanza, in considerazione "della gravità e serialità delle condotte, stante lo stabile inserimento in contesto associativo e il numero dei furti commessi".