AGI - Lutto nel mondo della musica. È morto, dopo una lunga malattia, a 86 anni, Peppino Di Capri. Secondo quanto pubblica "Il Mattino", il cantante è morto oggi a 86 anni nella sua amata isola, a villa Castiglione. Lascia il figlio Igor con la prima moglie ed Edoardo e Daria con Giuliana Gagliardi. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nell'ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta, a Capri.
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, è stato uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento. Pianista raffinato, interprete elegante e autore di brani entrati nella memoria collettiva, ha attraversato oltre sessant'anni di musica, riuscendo a parlare a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile.
Il talento e gli esordi
Giuseppe Faiella era nato a Capri il 27 luglio 1939, dimostrando già da bambino uno straordinario talento musicale. La sua carriera iniziò da giovanissimo quando, nel dopoguerra, si esibiva davanti ai soldati americani di stanza sull'isola. Negli anni Sessanta conquisto' il pubblico con un repertorio capace di fondere la tradizione melodica italiana con influenze rock'n'roll, twist e sonorita' internazionali. Canzoni come Champagne, Nun e' peccato, Roberta, St. Tropez Twist e Melancolie divennero autentici classici. Il suo stile sobrio e la voce calda lo resero una presenza costante nelle radio e in televisione.
I riconoscimenti
Peppino Di Capri aveva vinto un festival della canzone napoletana nel 1970, con "Me chiamme ammore" e due festival di Sanremo, nel 1973 con "Un grande amore e niente piu'" e nel 1976, con "Non lo faccio piu'". Nato in una famiglia di musicisti si esibì per la prima volta all'età di 4 anni nel 1943, suonando il pianoforte davanti alle truppe alleate a Capri. Nel 1953 comincio' a esibirsi con l'amico Ettore Falconieri, batterista, nei locali notturni di Capri e ad Ischia con la denominazione "duo Caprese". Con Falconieri, il bassista Pino Amenta, il chitarrista Mario Cenci, e il saxista Gabriele Varano, formo' nel 1958 i "Capri booys". La svolta avvenne in una serata a Ischia, quando la band fu notata da un dirigente della casa milanese Carisch che propose al gruppo il primo contratto discografico.