AGI - Hanno tentato di condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Per questo tre persone - un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, già Consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa"; un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma e un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio 2026) -, sono indagate dalla procura di Roma, in concorso tra loro, per corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio. Lo si apprende da una nota firmata dal procuratore capo Francesco Lo Voi. Nella giornata di oggi, i tre, sono stati perquisiti dai carabinieri del ROS su delega dei magistrati.
L'avvocato e l'imprenditore, "al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto d'ufficio, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato", si legge nella nota della procura.
Le accuse al giudice contabile
Quest'ultimo, dal canto suo, "avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa - si legge ancora -. Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della Stretto di Messina Spa, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata.
Perquisizioni e sequestri
Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati rinvenuti e sequestrati diversi dispositivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate".
Ciucci: "La società è totalmente estranea ai fatti"
"Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto". Così l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, in relazione all'indagine della procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina: "La Società - ha aggiunto - prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere cosi' come dettagliatamente definito dal Dl 'Commissari' dell'11 marzo 2026".