AGI - Respinta l'istanza per i colloqui intimi in carcere presentata dall'avvocato Salvatore Pennica per il suo assistito, Fabrizio Messina, boss di Porto Empedocle detenuto nel carcere di Tolmezzo dopo l'arresto di un anno e mezzo fa per mafia e traffico di cocaina.
La richiesta mirava a permettere a Messina di incontrare la moglie, senza il controllo a vista del personale di custodia. Il legale ha fondato l'istanza – depositata il 10 aprile al gip di Palermo, Lorenzo Chiaramonte – sulla sentenza del 26 gennaio 2024 con cui la Consulta ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto di incontri privati per le persone recluse.
Il richiamo alla sentenza della consulta
La Corte costituzionale ha parlato di "matrimoni bianchi", celebrati e mai consumati a causa della detenzione, citando gli articoli 2 e 27 della Costituzione, indicando come soluzione il trasferimento temporaneo al carcere di Padova, dove esistono apposite stanze attrezzate.
La posizione della procura
La Procura, con il pm Giorgia Righi, ha risposto il 17 aprile che “in assenza di specifiche disposizioni di legge, quest'Ufficio ritiene di non poter fornire alcun contributo consultivo” e che la materia è ritenuta di competenza esclusiva dell'amministrazione penitenziaria.
La decisione del gip
Il gip Chiaramonte, il 21 aprile, ha dichiarato "non luogo a provvedere sull'istanza", rimettendo all'amministrazione penitenziaria la concreta attuazione della sentenza della Corte costituzionale.