AGI - “Proteggere il diritto di protestare”, “No alla dittatura islamica”, “No alla pena di morte”. Sono alcuni degli striscioni che hanno colorato la scalinata del Campidoglio, dove questo pomeriggio si è svolto il sit-in organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario insieme ad Amnesty International Italia e Women Life Freedom for Peace and Justice. Una mobilitazione nata per esprimere solidarietà alle donne e agli uomini iraniani impegnati in quella che gli organizzatori definiscono “una battaglia di vita e libertà”.
Lella Golfo, fondatrice e presidente della Fondazione Bellisario, ha aperto la manifestazione ricordando il senso dell’iniziativa: “Siamo qui per esprimere solidarietà e sostegno al popolo iraniano, in particolare alle donne che stanno lottando per i loro diritti e la loro libertà”. Golfo ha denunciato “repressione e violenza inaccettabili” e ha ribadito che “la libertà è come l’aria che si respira: se manca, si muore”. Da qui l’appello a non lasciare sole le donne iraniane: “La vostra lotta è anche la nostra, la vostra vittoria sarà anche la nostra”.
Tra la folla, centinaia di persone hanno risposto all’invito delle associazioni. “È importante essere in tanti per accompagnare questo gesto di grande libertà”, ha spiegato un manifestante all’AGI.
Noury "Obitori con pile di cadaveri, repressione brutale"
Dal palco è intervenuto anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha insistito sulla necessità di una mobilitazione costante: “Le soluzioni devono essere diplomatiche, ma oggi è fondamentale continuare a stare accanto a chi lotta contro questa repressione”. Noury ha invitato a non temere la continuità delle proteste: “Se ci sono tre manifestazioni in tre giorni, non è un male che Roma si riempia di persone solidali”.
Il portavoce ha poi denunciato la gravità della situazione in Iran, parlando di “video che non ci fanno dormire, non ci fanno mangiare” e descrivendo scene di estrema brutalità: “Gli obitori hanno porte che non si riescono più ad aprire per le pile di cadaveri. Familiari costretti a riconoscere i propri figli da foto sgranate e numeri su un monitor”. Una repressione che, secondo Amnesty, rappresenta “la più grave campagna mai condotta dalle autorità iraniane in questo secolo”.
Gualtieri, "in piazza per chi sfida regime brutale"
Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha definito l’iniziativa “bella e importante”. “Siamo qui per esprimere vicinanza a donne e uomini che sfidano un regime brutale per chiedere libertà, democrazia e diritti”, ha dichiarato. “Roma è città di pace e solidarietà, ed è giusto essere al loro fianco”.
Schlein: "piena solidarietà e supporto al popolo iraniano"
Presente anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha ribadito il sostegno del suo partito al movimento “Donna Vita Libertà”: “Siamo qui per dare piena solidarietà al popolo iraniano che lotta contro la brutale repressione del regime teocratico. Ci sono state migliaia di vittime. È giusto essere qui”.
Conte: svolta violenta che condanniamo con la massima fermezza
Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha parlato di “svolta violenta” da parte del regime iraniano, condannandola “con la massima fermezza”. Ha ricordato la preoccupazione di “giovani, donne, studenti universitari e dissidenti” e ha invitato a dare “un segnale concreto di vicinanza”.
Fratoianni, al fianco popolo con coerenza e no ambiguità
In piazza anche Nicola Fratoianni, che ha sottolineato l’unità del fronte progressista su questo tema: “È naturale essere al fianco di un popolo che lotta per la libertà. Siamo sempre dalla parte dei popoli oppressi, al di là delle accuse di ambiguità”.