Chi era Andrea Rocchelli e perché la sua morte ricorda quella di Regeni

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  -  Andrea Rocchelli e Andrej Mironov

Il racconto della morte di Andrea

Andrea, ricostruisce Repubblica, fu colpito da una granata mentre fotografava un treno fermo sui binari, presidiato dall'esercito ucraino. Non era infatti la prima volta che andava in quel luogo: nei giorni precedenti stato nello stesso posto per documentare quello che stava accadendo.
Facebook -  Il passaporto di Andrea Rocchelli
"Andrea mi dice che quel treno serviva a impedire il passaggio dei carri armati. A quel punto vediamo un uomo in abiti civili per strada che ci dice di andare via. Ci mettiamo in fila indiana per tornare indietro, verso l'auto. Passano 5-6 secondi e sentiamo colpi di kalashnikov contro di noi. Saltiamo in un fossato (...) da lì proviamo a raggiungere nuovamente l'auto. Arrivati all'altezza della macchina aspettiamo 2-3 minuti che i soldati smettano di sparare. A quel punto, però, partono i colpi di mortaio. Uno colpisce la macchina (...) Decidiamo di tornare indietro, di nuovo verso il treno. Quanti colpi di mortaio ci hanno sparato? Non so, ho smesso di contare quando sono arrivato a 10. Uno abbatte un albero, un altro mi cade vicino, io resto ferito, mi guardo le gambe per vedere se c'era sangue. Fortunatamente riesco a muoverle. Il terzo colpo cade tra l'autista del taxi, Andrea e Andrej: è il colpo mortale per loro due. L'autista e il civile che era poco distante si rialzano e vanno verso la macchina. Io mi rimetto in piedi, passo davanti ai corpi di Andrea e Andrej (..) Mi trovo davanti a un gruppo di una ventina di soldati filo russi che erano appena arrivati. Loro mi insultano e mi dicono di andare via. Io proseguo, mani alzate, la mia attrezzatura in evidenza finché non si ferma un'auto: ci salto su e mi faccio portare in ospedale mentre dietro di noi ci continuano a spararci addosso".
 Facebook -  Andrea Rocchelli

Le similitudini con il caso Regeni

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