Roma - La pendenza di un procedimento disciplinare a carico del pm di Imperia Barbara Bresci in relazione ai post su Facebook in cui elogiava la bellezza di Gabriel Garko "non significa che sia stata sospesa, sanzionata o, addirittura, licenziata, come, invero assai disinvoltamente, hanno affermato alcune testate giornalistiche". Lo precisa, con una nota, il magistrato Stefano G. Guizzi, che difende in sede disciplinare la collega Bresci, titolare dell'inchiesta sull'esplosione avvenuta nella villa di Sanremo dove Garko alloggiava nei giorni precedenti al Festival, per la quale e' stata avviata l'azione disciplinare proprio per le frasi diffuse sul social network di apprezzamento nei confrotni dell'attore. Il difensore della pm puntualizza, inoltre, che "nessun 'commento erotico' sulla persona di Gabriel Garko, anche questo e' stato scritto da un quotidiano, risulta riferibile alla dottoressa Bresci, come, del resto, chiunque ha potuto constatare dalla semplice lettura dei 'post' in questione". Nella nota, dunque, Guizzi (magistrato dell'ufficio del massimario della Suprema Corte) sottolinea che "siamo sereni e confidiamo in un positivo esito del procedimento, auspicandone la prosecuzione unicamente nella sede sua propria: allo stato, quella innanzi alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione".
Il difensore ricorda che l'azione disciplinare per i magistrati, a partire dalla riforma del 2006, "ha assunto carattere obbligatorio: di fronte alla segnalazione di un fatto idoneo, astrattamente, ad integrare gli estremi di un illecito disciplinare commesso da un magistrato vi e' l'obbligo di instaurare il relativo procedimento, senza che vi sia, al riguardo, alcuno spazio per valutazioni discrezionali come avveniva, invece, in passato". Quanto al pm Bresci, "a dispetto di certe deformazioni caricaturali alle quali e' stata sottoposta la sua figura di donna e di magistrato", il difensore osserva che "si e' laureata, con lode, presso l'Universita' di Firenze, sotto la guida di uno dei piu' grandi giuristi italiani, e dopo aver conseguito l'abilitazione allo svolgimento della professione forense ed aver svolto l'attivita' di avvocato, esercita, da dodici anni, le funzioni di pubblico ministero. In questo arco di tempo le valutazioni sulla sua persona ed il suo operato, espresse, con voto unanime,dagli organi preposti, per legge, a periodiche verifiche sulla professionalita' degli appartenenti all'ordine giudiziario, sono sempre state altamente lusinghiere". Il pm Bresci, conclude la nota, "valutera', a conclusione delle vicenda disciplinare che la vede coinvolta, l'opportunita' di eventuali iniziative a tutela della propria reputazione, personale e professionale, rispetto ad alcune affermazioni apparse in questi giorni e che paiono integrare, a tutti gli effetti, gli estremi, per dirlo con neologismo di derivazione anglosassone, di un vero e proprio 'character assasination'. (AGI)