(AGI) - Roma, 22 ott. - "All'interno degli uffici Anas c'era unvero e proprio sistema corruttivo che non e' episodico e/ooccasionale dal momento che tiene impegnata la dirigenteAntonella Accrogliano' per buona parte del suo tempo,coadiuvata dai suoi sodali". Lo sottolinea il gip Giulia Protoin un passo dell'ordinanza di custodia cautelare, precisandoche nel corso di questi mesi di attivita' investigativa daparte del Gico e del nucleo tributario della Guardia di Finanza"si e' assistito ad una frenetica quanto continua operativita'degli indagati per niente irretiti neanche a seguito di uncontrollo su strada (quello del 12 maggio 2015) da parte deimilitari delle Fiamme Gialle che fermavano il funzionarioGiovanni Parlato, trovato in possesso di una provvistacorruttiva pari a 25mila euro in contanti, gia' suddivisi intre buste, pronti per la spartizione tra i corrotti". Per ilgiudice Proto, insomma, "le condotte poste in essere dagliindagati in maniera continua per l'intero periodo delmonitoraggio consentono di ritenere dimostrata l'esistenza diun ben consolidato sistema che trova le sue radicinell'associazione coordinata dalla Accrogliano', alla continuaricerca/individuazione di nuovi 'clienti' per lo scambio di'favori' nell'ambito di una procedura amministrativa che dipubblico non ha piu' nulla in quanto gestita 'privatamente' noncerto per l'interesse dell'ente bensi' per gli interessipersonali degli accoliti". Lo sblocco dei contenziosi in essere con l'Anas, lavelocizzazione delle pratiche riguardanti i relativi pagamenti,la disapplicazione delle penali, l'ottenimento di fondiillecitamente maggiorati. Erano questi gli argomenti che idirigenti Anas finiti in carcere si preoccupavano di portareavanti con quegli imprenditori con cui erano solitiinterfacciarsi. Concetto Albino Bosco Lo Giudice e FrancescoDomenico Costanzo, imprenditori di origine catanese a cui sonoriferibili le societa' Tecnis spa e la Cogip Infrastrutturespa, erano tra coloro che pagavano, anche con la mediazione delpolitico Luigi Giuseppe Meduri, pur di avere buoni rapporti conl'Anas. Oltre a essere interessati ad ottenere i pagamentipretesi dalle due imprese nei confronti di Anas, i due volevanodefinire in tempi rapidi il procedimento di 'presa d'atto'della cessione del ramo d'azienda, in violazione delle normevigenti, relativa alla variante di Morbegno, in Lombardia,provincia di Sondrio, dallo svincolo di Fuentes allo svincolodel Tartano. Questo perche' le aziende che facevano capo aBosco Lo Giudice e Costanzo erano aggiudicatarie di questoappalto per un importo di oltre 145 milioni di euro per laprogettazione e l'esecuzione della variante. La cessione eracondizionata, appunto, all'autorizzazione dell'appaltante Anasattraverso la presa d'atto. .