(AGI) - Roma, 24 feb. - Non chiamatele bamboccione o "lostgeneration" e forse nemmeno "me generation", perche' anche sela crisi globale ha posto un limite alle loro ambizioni, leragazze italiane tra i 18 e i 35 hanno le idee chiarissime sulloro futuro: 4 su 10 progettano di andare a studiare o alavorare all'estero nei prossimi 3 anni. Di contro, solo 1 su10 pensa di sposarsi o mettere su famiglia a breve termine,anche se la sfera affettiva resta al primo posto della loroscala di valori. Sintomatico anche il sogno di trasferirsi inun paesino di mare, che accomuna il 43% delle italiane under35. E guai a inquadrarle nei soliti stereotipi di genere: 3giovani donne su 10 confessano di fare senza problemi cose unavolta considerate prevalentemente "da maschi" come bersi unabirra con gli amici o parlare con passione di economia epolitica. E anche se sono "native digitali", 8 su 10rinuncerebbero senza problemi allo smartphone o al socialnetwork preferito, ma mai a un libro, un buon film o allacompagnia degli amici. A scattare questa fotografia e' la ricerca "Una generazioneche non si era mai vista. Donne che amano la birra",commissionata a DOXA da AssoBirra (l'associazione deiproduttori di birra e malto che riunisce grandi aziende, marchistorici, microbirrifici e malterie) e realizzata su un campionedi 500 donne rappresentativo della popolazione nazionale tra i18 e i 35 anni. Ma chi sono le cosiddette Millennials italiane? Nate tra il1980 e il 1996, le 18-35enni costituiscono un bacino di circa6,8 milioni di persone. Con caratteristiche, rivela l'indagineDoxa-AssoBirra, molto diverse dalle loro madri o zie: 4 su 10lavorano (42%, circa il 20% in piu' rispetto a venti anni fa),mentre il 16% (1 milione di giovani donne under 35, erano circa800 mila a meta' anni Duemila) lavorano in casa, alcune percostrizione (difficolta' a trovare un lavoro) altre per scelta.7 su 10 hanno una (o piu' di una) laurea o sono diplomate:quasi il doppio degli anni Novanta. Chi lavora si senteapprezzata e appagata (grado di accordo 7,5 su 10) e nella vitaconsidera intelligenza e competenza molto piu' importanti dellabellezza (con un grado di accordo di 8,6 su 10). Per le under 35 conta di piu' nella vita la famiglia (92%),seguita dal lavoro (63%). Ma poi se gli si chiede piu'concretamente quali progetti di vita hanno per i prossimi 3anni il pragmatismo fa invertire questo sistema "emotivo" divalutazione: il 43% pensa di andare a studiare o lavorareall'estero (ma saliamo a oltre la meta' del campione tra chinon ha un impiego), mentre solo il 27% programma di sposarsi,andare a convivere, o avere figli. In particolare solo il 12%programma di avere un figlio nell'arco del prossimo triennio(mentre venti anni fa questi valori erano attorno al 17-20%).Fra tutte queste giovani donne c'e' comunque un desiderio difuga dai problemi del presente che prende forma di un luogoidilliaco in cui vivere: il 43% sceglierebbe un paesino in rivaal mare (con punte del 49% tra le 26-35enni che vivono nel NordEst) o al limite in una piccola cittadina di provincia (26%)mentre solo il 15% si sente attratta da una grande citta'. Una generazione che non ha problemi a dichiararsi "diversa"da quella delle proprie madri. E se gli si chiede se "fanno omeno cose da maschi", 3 su 10 rispondono, senza problema,confessando che amano "parlare di politica ed economia" e"bersi una birra con gli amici". Sul fronte del rapporto conquesta bevanda, piu' in generale, 6 su 10 la bevonoregolarmente, mentre appena 30 anni fa le donne che consumavanobirra erano appena il 25%. E se si domanda loro il perche' diquesto cambiamento rispondono senza problemi: "non abbiamo piu'paura di dire che apprezziamo la birra" (46%), "il nostro gustosta cambiando" (39%), alcuni pregiudizi (gonfia, ingrassa)"sono stati ridimensionati" (27%). L'approccio a questa bevandae' segnato dalla moderazione: (il 20% la beve una volta asettimana ma il 32% addirittura meno di una volta la settimana)e l'abbinamento con il cibo (il 70% dei consumi sono a pasto, acasa o fuori, il 13% come aperitivo, spesso rinforzato da cibo,e solo il 17% come dopo cena con gli amici). Anche le quantita'sono decisamente ridotte: il 43% sceglie la classica 0,20 (oanche meno), il 38% indica la 0,33 cc e solo il 19% la media da0,40 cc. Se apprezzano la schiuma (gradita dal 46% delle ragazze)badano poco al bicchiere: scegliendo il boccale o un calicequalsiasi, senza guardare al galateo che vorrebbe alcuni stililegati a certi specifici bicchieri. E c'e' un 13% che fa il"maschiaccio" bevendola direttamente dalla bottiglia? Per loro stessa ammissione, non potrebbero mai rinunciare a"due chiacchiere con gli amici" (61%), a "un libro, la miamusica, un buon film" (52%) ma anche al proprio "piattopreferito" (26%). Facendo invece scivolare molto piu' in bassoattivita' come lo shopping (comunque al quarto posto)l'estetista, i massaggi ma anche l'interesse per oggettisimbolo del presente ipertecologico (smartphone, tablet) o ilsocial network preferito (che per inciso e' Facebook, al 54%,seguito da YouTube, 11%), che figura all'ultimo posto? Potendo cambiare il mondo con la forza del desiderio, leMillennials italiane vorrebbero una societa' senza violenza neiconfronti delle donne (74%), senza corruzione della politica(53%) e disoccupazione (49%). Rinunciando di fatto ad accenderei riflettori ancora su battaglie simbolo delle generazioneprecedente (disparita' uomo/donna sul lavoro e non equasuddivisione dei carichi famigliari), che insieme nonraccolgono nemmeno il 30% delle indicazioni. E l'amore e la seduzione? Per conquistarle, al primo postomettono l'intelligenza (96%), al secondo la simpatia (85%) e aseguire la "classe" (63%), un misto di stile e galanteria checonquista molto di piu' delle caratteristiche fisiche (41%) opeggio, di regali o gioielli (4%). Subito dietro famiglia e lavoro, al terzo posto tra le coseche contano di piu' nella vita per loro c'e' il desiderio di"stare in forma e mangiare sano", che e' l'imperativo di 1donna under 35 su 3 (34%). Quando gli si chiede cosa fanno permantenersi in forma, infatti, il 40% risponde "mangio sano,curo l'alimentazione", un 60% indica la pratica di vari tipi disport e solo il 6% "estetista/trattamenti/spa/massaggi". Tra ipiatti preferiti dalle 18-35enni figura al primo posto la pizza(31%), che la meta' del campione accompagna alla birra. Aseguire la pasta (23%), con la carne staccata al testo posto(16%) e il cioccolato molto piu' indietro all'8%... Mentre trai locali di riferimento per la serata di relax, stravince lapizzeria (47%) che batte sia la trattoria (22%) che ilristorante gourmet (9%), oggi non trendy come in passato. "Questa generazione - spiega Filippo Terzaghi, direttore diAssoBirra - e' stata capofila di un cambiamento di approccioepocale nei confronti della birra. Abbiamo voluto conoscerlameglio in tutti i suoi aspetti relativi alla concezione delmondo e allo stile di vita. E abbiamo scoperto, con piacere,che la loro anticonvenzionalita' nell'approccio alla birra -per 1 su 4 e' la bevanda alcolica preferita mentre 6 su 10 labevono con moderazione, registrando i consumi procapite, 14litri l'anno, piu' bassi d'Europa - e' solo sintomo di una piu'generale diversita' che si riflette in ogni scelta e anche neisistemi di valori, che mettono l'amicizia, la socialita', lacultura e la realizzazione nel lavoro al primo posto. A questedonne che sanno essere come la societa' le vuole, trovandopero' anche il modo per essere come vogliono loro stesse,abbiamo dedicato una campagna - "Birra io t'adoro" - la primadopo quella storica degli anni Ottanta con Renzo Arbore? E,soprattutto, la prima con le donne al centro del messaggio". La campagna sara' on air da meta' febbraio su stampa,outdoor, media online, sulle principali piattaforme social evivra' anche su un blog (Birraiotadoro.it) e 5 profili social(Facebook, Twitter, YouTube, Pinterest e Instagram)". (AGI).