(AGI) - Avellino, 17 feb. - Un uomo rispettato ma non un capo;e che Domenico Pagnozzi fosse l'erede del clan Senese e' tuttoda dimostrare. E' la tesi che il legale del boss detenuto inregime di 41 bis nel carcere di Spoleto vuole dimostrarechiedendo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelareche il gip del tribunale di Roma ha emesso a carico di 61persone nell'ambito dell'inchiesta "Camorra Capitale".L'udienza dinanzi al tribunale del Riesame di Roma e' fissataper il 23 febbraio prossimo. "A Roma esiste un'associazione ditipo semplice - spiega l'avvocato di Pagnozzi, DarioVannetiello - ma non mafioso. Nell'indagine sono descrittisoggetti che hanno un passato da camorristi, ma questo non e'un dato sufficiente per attirbuire all'organizzazione ilcarattere mafioso". Nelle oltre 1100 pagine dell'ordinanza uncapitolo importante riguarda l'omicidio del boss GiuseppeCarlino, per il quale Domenico Pagnozzi, detto 'o professore oIce (occhi di ghiaccio), e' stato condannato all'ergastolo inprimo grado. "E' un episodio del 2001 - precisa l'avvocatoVannetiello - avvenuto molto tempo prima del periodo inquadratodalla procura di Roma, che si riferisce al 2008 in poi, ed e'avvenuto a Torvajanica, ben lontano dalla zona d'influenza chee' Roma Sud-est". Sette episodi estorsivi, narcotraffico,riciclaggio di denaro, intestazione fittizia di beni sono lecontestazioni mosse a Domenico Pagnozzi. "Manca pero' - spiegaancora Vannetiello, difensore storico del boss originario diSan Martino Valle Caudina - la contestazione di fatti di sangueo la ricostruzione di un metodo di particolare violenza perimporre il controllo dell'organizzazione". Pagnozzi e' detenutoin regime di 41 bis nel carcere di Spoleto. E' stato gia'ascoltato nei giorni scorsi dal gip per l'interrogatorio digaranzia e ha respinto ogni addebito. Il suo legale non escludeche nei prossimi giorni possa rendere dichiarazioni aimagistrati. (AGI).