(AGI) - Roma, 20 gen. - "L'affiliazione puo' aver corso in duemodi: per nascita, modalita' riservata a coloro che gia'appartengono ad una famiglia mafiosa, o per "battesimo",tramiteil rito di ''affiliazione'', che vincola il soggettoall'organizzazione fino alla morte". E' quanto scrive il gipdel tribunale di Roma, Roberto Saulino, nell'ordinanzadell'inchiesta che ha smantellato nella capitalel'organizzazione 'ndranghetista originaria di San Luca.L'indagine si e' avvalsa della collaborazione del pentitoGianni Cretarola, arrestato per l'omicidio del boss VincenzoFemia, avvenuto nel gennaio del 2013 nella capitale. Il pentitoriferisce agli inquirenti i gradi di affiliazione allecosche:"picciotto, camorrista, sgarrista, santista, vangelista,quartino, trequartino, padrino e capobastone" che vengonodefinite "le 'doti' con cui si identifica uno 'ndranghetista"."Si viene battezzati con un rituale preciso- scrive il gipSaulino nell'ordinanza - che puo' celebrarsi poco dopo lanascita (se si tratta del figlio di un importante esponentedell'organizzazione; in questo caso, finche' il bambino nonraggiungera' i quattordici anni, eta' minima per entrare nella'ndrangheta, si dira' che il piccolo e' "mezzo dentro e mezzofuori"), oppure attraverso un giuramento, per il qualegarantisce con la vita il mafioso che presenta il novizio". "Ilrituale del battesimo e' simile ad una cerimonia esoterica, -e' scritto ancora nelle 684 pagine di ordinanza - durante laquale il nuovo affiliato e' chiamato a giurare nel nome dinostro Signore Gesu' Cristo. Il battesimo vincola per tutta lavita e le devianze sono spesso pagate anche dalla famigliadell'affiliato". Il pentito Gianni Cretarola nel corso di uninterrogatorio racconta di "di essere stato affiliato alla'ndrangheta nel 2008, mentre si trovava ristretto nel carcere aSulmona" con "l'intermediazione attiva di Massimiliano Sestito,Rocco Fedele e Bono Michele Bono" e di aver iniziato con ilgrado di "picciotto". Sempre nell'ordinanza si sottolinea ilsequestro avvenuto nell'abitazione di Cretarola, sulla viaPalmiro Togliatti, di "un quaderno a righe di colore rosso,contenente appunti scritti di pugno dallo stesso indagato" con"annotazioni riportate in caratteri non convenzionali" che poisono state decriptate permettendo di svelare il cosiddettocodice di Lan Luca: una favoletta che viene recitata dagliappartenenti alla 'ndrangheta per riconoscere gli altri "uominid'onore" e la preghiera a San Michele Arcangelo. "San MicheleArcangelo e', infatti, - spiega il gip Saulino - una sorta diSanto Patrono della 'ndrangheta, tanto che, come accertatoanche nel corso di indagini svolte nell'ambito di altriprocedimenti, colui che deve essere "affiliato" deve giurarecon la figura del Santo nelle mani". (AGI).