Nel bel mezzo di un discorso all'Eisenhower Executive Office Building, il "gobbo" di Barack Obama e' crollato a terra, andando in mille frantumi. Ma lui non ha fatto una piega. "Oh, santo cielo", ha sussultato. "Scusate, ragazzi". E poi ha proseguito a parlare, buttando un occhio sul 'gobbo' che gli era rimasto, quella alla sua destra.
Apprezzato oratore, una delle armi con cui ha conquistato l'America, negli ultimi tempi Obama -dicono i maligni- non si muove senza l'amato "teleprompter" (in gergo, il gobbo), i due pannelli di cristallo trasparenti che lo incorniciano a destra e a sinistra del podio e su cui scorrono i suoi discorsi: un aiuto prezioso per non dover improvvisare o parlare a braccio, ma guardando diritto negli occhi gli interlocutori. Ma questa sua gobbo-dipendenza gli ha provocato qualche critica. Critiche su cui lui stesso qualche mese fa -durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca-si prese in giro. "Vi parlo dal cuore", esordi', "e all'impronta". E all'istante saltarono fuori due teleprompter.