La vita spericolata ha un prezzo: 2,3 milioni di dollari (1,72 milioni di euro). E' quanto ha sborsato l’anonimo compratore della Ferrari appartenuta all'attore americano Steve McQueen. Lo ha riferito la casa d'asta Christie's. L'auto, venduta all'International Motor Cars di Monterey, California, e' una Ferrari 250 GT Berlinetta Lusso del 1963 con la carrozzeria color castagna e gli interni in pelle beige scelti dal protagonista di 'Bullit'.
Di questo modello ne sono stati costruiti solamente 350 esemplari. Christopher Sanger, capo del settore auto della casa d'aste, ha spiegato che quello posseduto dall'icona del cinema americano e' considerato il migliore in circolazione. "La vendita molto attesa della Ferrari di McQueen ha superato le nostre migliori aspettative", ha esultato Sanger, "e conferma il fascino che una delle piu' importanti icone pop del nostro tempo continua ad esercitare". Christie's prevedeva di piazzare la macchina ad un prezzo tra 800.000 e 1.200.000 dollari. Ma al momento del fatidico conto alla rovescia nella sala dell'asta, affollata da 800 persone, le cifre hanno incominciato a gonfiarsi. La Ferrari, solo una delle tante macchine collezionate nel garage di Steve McQueen, era stata regalata all'attore dalla moglie Neile Adams. Questa pero’, ha spiegato Sanger, "era l'auto che usava veramente, non una presa da un film, ma la macchina utilizzata per andare a fare spesa, cosi' come per correre in pista".
Steve McQueen, entrato nella storia del cinema per film come "I magnifici sette" (1960), "La Grande Fuga" (1963) e "Papillon" (1973), collezionava auto sportive e motociclette, e l'amore per le auto e la velocita' lo aveva portato anche a considerare di abbandonare il dorato mondo del cinema per fare il pilota. Fumatore accanito, McQueen e' morto nel 1980 all'eta' di cinquant'anni in seguito ad un cancro allo stomaco, entrando definitivamente nell'Olimpo dei ribelli hollywoodiani. "Come Steve McQueen/tutto quello di cui ho bisogno e' una macchina veloce", recita una strofa di una canzone di Sheryl Crow dedicata all'attore americano, gia' celebrato da Vasco Rossi come l'esempio irraggiungibile dell'anelata "vita spericolata".