Estero

Migranti, dubbi su accordo Ue-Turchia

Bruxelles - Dubbi e preoccupazioni si addensano intorno all'accordo di principio raggiunto nella notte a Bruxelles tra Turchia e Ue sulla crisi dei migranti. Il blocco dei Paesi dell'est (più l'Austria) resta fermo nel non voler accettare le quote di ricollocamento, mentre l'Onu, per bocca dell'Alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi, si è detto "profondamente preoccupato per tutte le disposizioni che implicheranno il rientro indiscriminato di persone da un paese all'altro". La bozza dell'accordo, ha aggiunto il capo dell'Unhcr, "non fornisce garanzie di protezione ai rifugiati in virtù del diritto internazionale". I 3 miliardi che Ankara chiede in più all'Europa dovrebbero essere versati nel 2018. A questa proposta si lavora per raggiungere un'intesa al prossimo vertice del 17-18 marzo.

La Turchia si sarebbe impegnata ad accettare il ritorno degli immigrati irregolari che dalle sue coste partono per le isole greche, se l'Ue si farà carico dei costi di rimpatrio. Di questo parleranno a Smirne il premier turco Ahmet Davutoglu e il collega greco Alexis Tsipras. Ankara propone di riprendere tutti i migranti che hanno raggiunto l'Ue, senza distinzione tra irregolari e richiedenti asilo, ma propone poi un meccanismo uno a uno: per ogni profugo siriano riammesso, l'Ue dovrà accoglierne uno in modo legale. Gli altri 3 miliardi che abbiamo chiesto, spiega il premier Ahmet Davutoglu, non sono soldi per noi, sono necessari per gestire la crisi. Ankara cchiede anche una accelerazione al suo percorso di adesione all'Ue, ma allo stesso tempo continua a sostenere la chiusura del piu' importante quotidiano del Paese Zaman sia stata una questione giuridica e non politica, respingendo, anzi, palesemente ignorando le accuse di mancato rispetto della libertà di stampa.


Renzi "un passettino avanti al vertice ma che fatica"


Dopo il vertice di ieri, il premier ungherese Viktor Orban ha confermato la posizione di Budapest, che è poi quella del blocco dei Paesi dell'Europa orientale, a cui si è aggiunta l'Austria. Orban ha assicurato che la rotta balcanica seguita dai migranti verso l'Europa resta chiusa. Il premier ha ribadito la netta contrarieta' dell'Ungheria all'accordo di principio tra Burxelles e la Turchia. Intanto si apprende dal governo tedesco che a febbraio sono arrivati in Germania 61.428 richiedenti asilo, circa un terzo rispetto al mese precedente, quando furono 91.671 (segnando un -33% rispetto a gennaio). Tra questi nuovi arrivi, la nazionalita' piu' rappresentata e' quella siriana (24.612 persone), seguita dagli iracheni (12.355) e dagli afghani (12.121). (AGI) 

 


08 marzo 2016 ©