Sergio Staino, il giovane Prodi è Gentiloni

Il direttore de 'L'Unità' ospite di Viva l'Italia: "Renzi mi ha deluso. Il governo? Potrebbe proseguire fino al 2018"

Sergio Staino, il giovane Prodi è Gentiloni

Il direttore de 'L'Unità', Sergio Staino, ospite dell'Agi a 'Viva l'Italia' si dice deluso da Matteo Renzi, che lo ha voluto alla direzione del giornale e poi lo ha abbandonato nel momento in cui il quotidiano è entrato in crisi".

 

 

"Sono molto, molto deluso da Renzi dal punto di vista umano. La cafonaggine non mi va giù, il non rispettare le formalità tra persone. Come ti puoi fIdare di uno che scappa e non ti parla quando hai iniziato un lavoro insieme?", chiede Staino. Secondo il vignettista-direttore l'ex premier "non è l'uomo giusto per guidare il Pd. Dopo la sconfitta del 4 dicembre si è destabilizzato dal punto di vista psicologico. Lo sento insicuro - spiega conversando con Riccardo Luna e Giuseppe Minzolini -. Chi vedo molto forte oggi è il governo Gentiloni. Lui è una sorta di giovane Prodi e il suo governo, che coincide col disegno di Mattarella, di Franceschini e di tutta l'area democristiana del Pd, potrebbe andare avanti fino al 2018".

 

Se si vota, D'Alema farà la scissione. Ma lui e Renzi sbagliano in calcoli

Parlando dei suoi rapporti con gli altri leader del Pd, Staino racconta che Massimo D'Alema è molto arrabbiato con lui "perché è convinto che io faccia un giornale vicino a Renzi. Dice sempre: "perché voi..." - aggiunge -. Ma io ho cercato di spiegargli che non rappresento Renzi". Facendo un'analisi politica, Staino esprime la sua preoccupazione, da militante del Pd, per il futuro e per le prossime mosse di D'Alema. "Questa follia di andare a minacciare la spaccatura del partito ci costerà tantissimo. Purtroppo lui non se ne rende conto - spiega - ma non è più in grado di aggregare attorno a sé tutti i consensi che crede. Il 10% se lo scorda e rischiare la scissione è pericolosissimo. Sbaglia lui come sbaglia Renzi a pensare di arivare al 40%", aggiiunge.

 

 

 

"La scissione però è lì - aggiunge -. Se Renzi spinge per le elezioni, D'Alema se ne va, ne sono sicuro". Le elezioni, però, secondo Staino non sono alle porte. "Tutti quelli che non sanno come votare tenteranno di puntellare Gentiloni almeno fino al 2018 - spiega - e questo coincide con il disegno di Mattarella e di Franceschini, cioè l'area più tradizionalmente democristiana del Pd che cercherà di ottenere questo. Gentiloni è una degna persona, il meno democristiano era Renzi", aggiunge Staino che poi fa tre nomi pe4r il Pd che verrà: "Mi convince Cuperlo dal punto di vista storico generale. Dal punto di vista organizzativo Orlando e Martina sono giovani dell'area ex Ds che potrebbero avere un ruolo importante". 

 

Articolo satirico (mai pubblicato) di David Riondino che se la prende con Renzi e Rondolino

 

 

La crisi dell'Unità, l'anomalia del sito web unita.tv

"A giugno scorso, prima di aprire giornale, mandai un sms a Renzi chiedendogli a chi pensasse come direttore - racconta Staino -. Lui mi disse che non voleva mettere uno dei suoi perché il gionale sarebbe nato morto. Una cosa bellissima. Disse che non voleva giornale sdraiato sul governo. Pensava a Cuperlo, ma lui non accettò. Era sotto l'influenza di D'Alema, Bersani e lo avrebbero accusato di essere un traditore. Hanno accusato anche me perché ero passato a lavorare con Renzi". Dopo l'entusiasmo, per Sergio Staino è arrivata la delusione. "Quando la proprietà si è posta il problema della ristrutturazione - ricorda - mi aspettavo un aiuto da parte del partito, del tesoriere Bonifazi ma soprattutto di Renzi". Questi, invece, in un'intervista a Repubblica ha detto che non era colpa sua se L'Unità andava male. "Invece è colpa sua, certo - attacca Staino -. Il giornale dev'essere sostenuto dal Pd e siamo partiti con alcune prerogative come abbonamenti nei circoli e simili. Lì poi ho scoperto di non poter controllare il sto online, cosa che oggi è fondamentale: come fai a lanciare il giornale se non controlli il sito. Allora mi remi contro", dice. Proprio il sito web Unita.tv è uno il grandi cruccio di Staino: "Il giornale online non è gestito da me, ma dal partito - spiega -. E questo crea una situazione anomala per cui alcune cose che fanno loro sono in contraddizione con la linea del giornale". Per esempio Fabrizio Rondolino, col quale alcuni giorni fa ha avutro uno scontro molto forte. "Lui continua a scrivere sul web - spiega - mentre ho interrotto la collaborazione con lui suo cartaceo perché è un incontinente e spara contro le persone che dovrebbero essere trattate in maniera civile". Staino ragiona da direttore e, ipotizzando la possibuilità di gestire anche il sito web, già ha molte idee: "Oggi non c'è più possibilità d fare giornale cartaceo senza web. Ho mercato di 30-40mila lettori anziani ed è un bacino importante, poi con l'online che guarda ai giovani avrei un altro tipo di lettori. Se - pensa Staino - faccio scrivere Celestini, Bisio sul giornale ottengo un certo rilievo, ma in video sul web sarebbe tutta un'altra cosa".

Il futuro de 'L'Unità': riduzione del formato e ridimensionamento della redazione

UIl 1 febbraio si terrà l'assemblea dei soci de 'L'Unità' e Staino spiega di arricvarci in "stato di apnea". "Ci sono ipotesi di ristrutturazione dolorose - spiega -: dimezzamento del formato del giornale, cosa che non mi crea problemi, un ridimensionamento della redazione che credo sia abbastanza pesante, sul 50% (siamo 32 compresi in grafici), anche se con forme di solidarietà si potrebbe vedere di salvarne di più". Per Staino, comunque, per poter andare avanti sarà "fondamentale avere la gfestione del sito online, serve direzione comune. Per me - aggiunge - sarebbe anche una cosa più ricca dal punto di vista poetico, artistico: si fa politica anche raccontando una storia".cristiana del Pd. 

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