Vendola: "Raggi sciagura per Roma ma sto con lei se viene offesa"

Il leader di Sinistra Italiana a Viva l'Italia, il format video di Agi 

Vendola: "Raggi sciagura per Roma ma sto con lei se viene offesa"
Riccardo Luna Nichi Vendola 

Il futuro della Sinistra italiana, gli scenari sulla legge elettorale, le possibili elezioni anticipate con le conseguenti alleanze, i diritti civili e sociali. Questi alcuni dei temi toccati da Nichi Vendola a 'Viva l'Italia', il format video di Agi, nel confronto con il direttore Riccardo Luna. 

"Raggi sciagura per Roma, ma sto con lei se offesa"

"Sto con Virginia Raggi quando viene offesa". E' la difesa per il titolo choc del quotidiano Libero. "Due scandali meriterebbero una campagna giornalistica quotidiana: considerare fisiologico avere mille morti l'anno per incidenti sul lavoro, e la violenza nei confronti delle donne", ha aggiunto. "Considero Raggi - ha affermato ancora - una sciagura per la città di Roma, ma in questo momento sono con lei".

"L'analisi del Papa è una luce nel buio del mondo"

"Il mio cuore batte per le parole che dice Papa Francesco: nessuna analisi politica - racconta Vendola - ha fotografato con più precisione la condizione del mondo e la 'bancarotta dell'umanità'. Viviamo in un'epoca - ha spiegato - in cui si può costruire il consenso elettorale sulla cacciata dei profughi" quando per millenni la solidarietà è stata "un fondamento dell'idea di società. Francesco è una luce nel buio di questo mondo". 

 

 

Sinistra italiana guarda alla verità 

L'appuntamento del 17 e 18 febbraio al congresso di Rimini, che sancirà la fondazione di Sinistra italiana, sarà "un punto di vista autonomo, un partito di sinistra che guarda in faccia la realtà". "Vengo da una vecchia scuola dove tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile, questo ho imparato nel Pci di Berlinguer - ha aggiunto parlando del suo ruolo - . Io voglio dare una mano perché penso che rifondare una grande speranza nella politica sia importante".

Mai con Renzi

Un'alleanza di Sinistra italiana con il Pd di Renzi è impossibile: "No, siamo alternativi a Renzi e al renzismo. L'unico modo per sconfiggere Renzi - ha spiegato Vendola - è mettere in campo una sinistra autonoma e non subalterna". 
Vendola ha anche escluso una partecipazione all'evento programmato da Giuliano Pisapia a marzo. "Si propone oggi in contraddizione con la battaglia che sta facendo la sinistra del Pd - ha sottolineato - e propone l'allenza prima di entrare nel merito di una eventuale convergenza programmatica. Per rifare il centrosinista bisogna rifare la sinistra. Un punto di vista autonomo capace di dire parole differenti da quelle che abbiamo ascoltato". 

"Non capisco le posizioni politiche di Pisapia" 

"Continuo a non capire la prospettiva politica che indica Giuliano Pisapia: parla di aggregazioni, di alleanze, di coalizioni. Il punto è capire cosa è accaduto e cosa ha rappresentato Renzi e se è una prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi. Quel che ha fatto Renzi in mille giorni di governo - ha aggiunto Vendola - non è l'attuazione del programma del Pd del 2013 ma di quello di Berlusconi". Da Pisapia, ha detto ancora, arrivano "evocazioni generiche della necessità di cambiare". 

 

 

I dati sull'industria non incidono sul mercato del lavoro

I dati di oggi dell'Istat sulla produzione industriale non dimostrano l'efficacia delle politiche del governo Renzi. Ne è certo Nichi Vendola. "Il crollo della produzione industriale degli ultimi 8 anni è vicino al 25%. Il dato di oggi va inserito - ha aggiunto - in un contesto della ripresa delle vandite delle auto ma non incide sul mercato del lavoro e non toglie l'angoscia che l'Italia vive nel suo processo di deindustrializzaizone. Molti nostri gioielli industriali rischiano di sparire e siamo davanti alla necessità di discutere ancora di politiche industriali e di come si ricostruisce il quadro industriale del Paese". 

"Contrario allo stadio della Roma come Berdini" 

"Sono contrario per le stesse ragioni che avanza lo sfortunato e bravo assessore Berdini della giunta Raggi. A Tor di Valle - ha spiegato - quelle cubature di cemento rappresentano la più grande speculazione immobiliare della storia nazionale: lo dicono i più grandi urbanisti italiani".