Meloni a 'Viva l'Italia': "Berlusconi candidato? Non credo".

La leader di Fratelli d'Italia vuole subito le primarie e sfida il M5S sui temi dell'Europa e della legalità. "Trump? Non mi sembra così folle ma non ne sono innamorata".

Meloni a 'Viva l'Italia': "Berlusconi candidato? Non credo".
 Giorgia Meloni a Viva l'Italia

La piattaforma sovranista presentata in piazza a Roma può essere il punto di partenza per una coalizione in grado di conquistare il governo del Paese. Il pallino è però in mano a Berlusconi, che dovrebbe rendersi subito disponibile per la stesura di un programma, smettendo di fare l’occhiolino al Pd. Il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata in diretta dall’Agi a ‘Viva l’Italia’, sfida il Movimento Cinque Stelle sui temi dell’euroscetticismo e dubita sulla possibilità di un ritorno del Cavaliere alla guida del centro-destra. Tra gli altri temi affrontati in questa conversazione con la redazione dell’Agenzia Italia l’immigrazione, il terrorismo, Donald Trump e Virginia Raggi.

"Virginia Raggi non si dimetta, inizi a governare"

“Non credo che Virginia Raggi dovrebbe dimettersi, dovrebbe cominciare a governare. Il Movimento 5 stelle non può pensare di scaricare e far finta di niente. I romani hanno votato Beppe Grillo non Virginia Raggi, vengano a Roma, facciano gli assessori e ci facciano vedere se sono bravi”. A differenza di Raggi, Meloni, se fosse stata eletta sindaco di Roma, avrebbe detto sì alle Olimpiadi ma evitando gli sprechi e riqualificando le strutture già in piedi: “Eravamo tutti boni a fare la rivoluzione così, bloccando tutto per evitare che si rubi”.

"Sì al protezionismo contro chi gioca con altre regole"

“Il libero mercato conviene per le economie che giocano secondo le stesse regole. Ti credo che Trump fa il contrario: se mi metto a fare libero mercato con la Cina, sarà sempre più forte perché non potrò competere senza pagare i miei dipendenti come in Cina o chiudendo e riaprendo in Cina. Sono Paesi che non hanno la civiltà che ci siamo guadagnati e che ci costa. Noi italiani non competiamo sulla quantità ma sulla qualità e anche in caso di protezionismo venderemmo lo stesso”.

"Quel che ha fatto Trump non mi sembra così folle"

 

“Trump non ha fatto un bando sugli islamici ma una sospensione degli ingressi da sette paesi che considera pericolosi, è un tema che non c’entra con il razzismo ma con la difesa della sicurezza interna. E stiamo parlando di immigrati o di profughi? L’immigrazione non è un diritto, è un contratto, ogni Paese ha il diritto di decidere chi vuole far entrare. Se sono profughi, segnalo sommessamente che la Convenzione di Ginevra non prevede che chi chiede asilo vada in giro per il mondo dove vuole ma stia nella prima safety zone che trova. Quello che fa Trump non mi sembra così folle. Gli Usa sono rigidissimi sulla politica migratoria. Trump dice che non si può fare una sanatoria per 12 milioni di persone entrate illegalmente quando è difficilissimo entrare legalmente”. Meloni ha aggiunto di "non essere innamorata" di Trump e di non amare le "cheerleader di altri Paesi": "Serve un modello italiano".

"Il fondamentalismo infiltra l'immigrazione"

 

“I migranti c’entrano con il terrorismo, l’Europol dice che in Italia sono entrate 34 mila persone simpatizzanti di Isis e potenziali terroristi. Non è vero che tutti gli immigrati sono terroristi ma è vero che il fondamentalismo islamico usa l’immigrazione per infiltrare cellule terroristiche, I servizi segreti di mezzo mondo, dall’Egitto alla Gran Bretagna, hanno detto che l’Isis fa selezione d’ingresso. Fu sottovalutato quando dai barconi furono buttati cristiani ma secondo me segnalava qualcosa. Sicuramente se oggi in Libia interi territori e parti di costa sono in mano a Isis, la possibilità che utilizzi quei barconi facendo tu sì e tu no è un problema. Serve un blocco europeo. E hai molte più possibilità di trovare un accordo con l’Europa  così. In italia c’è una politica folle, secondo i dati Frontex, il 10% di chi arriva in Italia ha potenzialmente diritto di asilo, facciamo entrare le persone secondo il criterio ‘se tu dai soldi allo scafista io, ti accolgo’. Secondo i dati del decreto flussi, lo scorso anno sono entrate legalmente zero persone. Una persona che vuole entrare rispettando le regole non può entrare. Questa gestione del fenomeno è tutta sbagliata. I più arrabbiati di tutti sono i migranti regolari".

"Sulle esplulsioni Minniti ci prende in giro"

 

“Quello che dice il ministro dell’Interno Minniti è una presa in giro. Meglio di Alfano pare che stia facendo ma nasconde una cosa che è il vero bandolo della matassa. Minniti dice che intende raddoppiare i numeri delle espulsioni. Di 170 mila arrivate l’anno scorso ne sono state rimandate 5 mila in patria. Se si raddoppia si arriva a 10 mila. E l’Europa giustamente non se li prende. Siamo l’ unica nazione che non difende i confini esterni. Fanno in giro per arrivare in Libia perché in Spagna non entri, dai Balcani non entri e ora manco più  dalla Grecia. L’Europa dice ‘Cara Italia, se voi fate entrare tutti, non li prendiamo’. L’unica cosa che puoi fare è fermare il traffico sulle coste libiche. Puoi fare un accordo solo con il governo di Tripoli o con tutti e tre ma non possiamo aspettare che si mettano d’accordo. Invece di distribuire chiediamo all’Europa solidarietà per un blocco navale al largo della Libia e apri lì i centri per l’accoglienza”.

"L'immigrazione incontrollata è manodopera a basso costo"

“Non credo che dietro il non governo dei flussi migratori e il pensiero unico che dice dobbiamo accogliere tutti ci sia solidarietà. L’immigrazione incontrollata è uno strumento in mano al grande capitale per abbassare i diritti dei lavoratori e avere manodopera a basso costo. Qua non si parla del genio laureato ma di immigrazione di massa da zone non qualificate. La Merkel invece si prende i siriani perché sono manodopera qualificata.  Non risolvi problema della Siria accogliendo tutti i siriani ma risolvendo i motivi per cui stanno scappando, dei quali la responsabilità è degli Usa e di Obama”.

"Io in campo per le primarie. Berlusconi? Non credo"

 

Per Giorgia Meloni, la rinascita di un centro-destra unito in grado di vincere le elezioni dipende da Forza Italia, che deve scegliere tra la piattaforma sovranista presentata da Meloni e Salvini a Roma o conservare la possibilità di un accordo col Renzi. La conditio sine qua non per una salda alleanza con il Cavaliere è infatti proprio "un accordo scritto che dica che non cercherà intese con il Pd". “A questo punto la distanza la deve decidere Forza Italia, mi pare che le idee che abbiamo raccontato siano idee che possono essere più che maggioritarie, che stanno vincendo dappertutto e sono tarate per il nostro mondo. La questione centrale con Forza Italia è l’Europa. PPE e PSE votano insieme il 90% dei provvedimenti e finché Berlusconi e Forza Italia stanno nel PPE le cose diventano difficili. … “Italia sovrana” secondo me potrebbe essere il perimetro nel quale muoversi tutti quanti se tutti facessero mezzo passo indietro per fare un passo in avanti. Si facciano le primarie. Io le normerei per legge e parteciperebbero tutti quelli che vogliono. Io e Salvini siamo in campo, si erano fatti altri nomi, bisogna vedere cosa farà Toti... Berlusconi candidato premier? Non credo, a meno che non sia calato dall'alto”.