Mazzucco: "Serve una politica europea per l'accoglienza dei migranti"

Il premio strega 2003 è intervenuta al forum di Agi 'Viva l'Italia' per presentare suo ultimo libro 'Io sono con te, storia di Brigitte'

Mazzucco: "Serve una politica europea per l'accoglienza dei migranti"
 Mazzucco a Viva l'Italia

Rifugiati e immigrazione ma anche attualità politica e il futuro della Capitale. Sono i temi che si sono discussi con la scrittrice Melania Mazzucco, ospite oggi a 'Viva l'Italia', il format video di AGI. Vincitrice del Premio Strega grazie al romanzo "Vita", storia di una emigrante italiana negli Usa. Si è parlato anche del suo nuovo libro, "Io sono con te", storia di una giovane donna che arriva in Italia dal Congo, strappata alla sua quotidianità e ai suoi figli e che tenta di ricominciare la vita ma una volta a Roma diventa una "invisibile".

'Io sono con te', una storia nata per non girarsi dall'altra parte

"Il messaggio del mio libro? Ci sono storie che ti coinvolgono e ti interrogano come persona. Brigitte è stata tanti giorni a Termini, dormiva anche a Piazza Venezia, probabilmente nel periodo in cui ci passavo ogni giorno le sarò passata davanti e non l'ho vista. Il disagio di una persona che non si lava, non mangia e magari parla da sola, ci spaventa. La consapevolezza di questo è la cosa che mi ha scosso di più. Eppure, non sono una che si volta dall'altra parte". Così Melania Mazzucco, premio Strega 2003, al forum 'Viva l'Italia' di Agi, ha presentato il suo ultimo libro 'Io sono con te, storia di Brigitte'. "Mi sono chiesta se voglio essere solo quella che deve passare oltre Brigitte - ha aggiunto - o se posso fare qualcosa. Se non voglio restare sulla ruota panoramica mentre gli altri soffrono. Ho scritto un libro che è quello che so fare, una minima cosa. Non vuole essere una lezione o una predica ma un gesto anche per me stessa". I muri? "Posso capire la paura se pensi che l'altro ti tolga qualcosa, ma queste persone non ti tolgono niente. Anzi, ti danno qualcosa, però bisogna fare politiche di accoglienza vera per non aggiungere disagio a disagio. Bisogna cercare di lavorare sui Paesi di partenza che stanno esplodendo. Come Europa possiamo fare politica di accoglienza e integrazione ma anche resipingere chi non ha diritto e si è macchiato di crimini. Ma è difficile per l'Italia fare da sola". 

 


'Io sono con te' è praticamente nato al Centro Astalli di Roma: "E' un posto di cui possiamo essere orgogliosi - racconta Mazzucco -. E' un luogo di eccellenza per assistenza e accoglienza. Difende, aiuta e protegge. Brigitte, la protagonista di 'Io sono con te', è stata curata anche al Centro per la Salute dei Migranti Forzati (Samifo), nato nel 2006: "E' un ambulatorio che funziona tutti i giorni - ha spiegato la Mazzucco - anche con la specialistica ed è un'altra eccellenza in Italia che tanti paesi ci invidiano". Che fa ora Brigitte? "Sta lavorando - ha concluso la scrittrice - Il progetto è quello di far riconsocere i suoi titoli da infermiera, cosa che non è facile. Deve fare un esame, per il momento fa assistenza agli anziani. Quando ho incontrato Brigitte al Centro Astalli, lei era un numero, e ora, grazie anche al racconto della sua storia, è diventata una persona".

Anche in politica non è ora di diversi ma di unire 

"L'unica cosa di cui non c'è bisogno oggi in Italia è dividersi. Anche in politica. Oggi siamo in una crisi democratica, non votiamo, la gente si sente non rappresentata. L'ultima cosa di cui c'è bisogno ora è dividersi. Assisto a questo con sgomento e stupore. Non serve a nulla dividersi ma al contrario occorre unirsi. Abbiamo davanti a noi una sfida epocale - ha concluso Mazzucco - per la nostra democrazia, per capire se è ancora possibile una democrazia rappresentativa o se dobbiamo andare verso quella diretta. Davanti a tutto questo, io sono sempre per unire". 

 

Roma ha perso la sua vocazione internazionale 

E' un amore-odio quello che lega la scrittrice a Roma. "La amo e la odio. Purtroppo la vedo invecchiare. Stiamo perdendo il senso di questa città". "Ci stiamo estraniando dal senso di questa città - ha aggiunto - ho l'impressione che noi cittadini non sappiamo più cosa sia Roma che aveva una sua vocazione internazionale. Roma fino a poco tempo fa era un posto dove si poteva riunire tutto il mondo, per scambiarsi idee, inventare futuro. Ora ha perso la sua vocazione globale. E' una città turistica".