Cesare Damiano "Cosa non funziona nel Jobs Act"

Il presidente della commissione Lavoro della Camera a 'Viva l'Italia', il format dell'AGI

Cesare Damiano "Cosa non funziona nel Jobs Act"
Cesare Damiano

Roma - Il Jobs Act "non funziona del tutto, bisogna avere il coraggio di dirlo". Lo ha dichiarato a 'Viva l'Italia', in diretta su Agi.it, il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. 

Per Damiano, "sugli incentivi è stato commesso un errore perché, a guardare i dati occupazionali, le cose non vanno assolutamente bene". "Sarebbe stato preferibile un incentivo più basso" per le aziende che assumono, "ma duraturo".  "La spinta al tempo indeterminato è diminuita, l'effetto propulsivo degli incentivi si è esaurito, lì si è commesso un errore", ha spiegato l'ex ministro del Lavoro, sottolineando che "è difficile creare lavoro se non c'è una ripresa economica sufficiente, non siamo ancora usciti dalla crisi".

 

 

 

Damiano contrario alla cancellazione dei voucher

Il presidente della Commissione del Lavoro si è detto "contrario alla cancellazione dei voucher", ma ha sottolineato la necessità di "occuparci del problema dell'abuso di voucher". "Il nostro obiettivo è fare un testo unico sui voucher", ha aggiunto l'ex ministro, sottolineando la necessità di armonizzare le diverse proposte presentate dai singoli gruppi parlamentari.

Referendum sul Jobs Act non è manipolativo

Il referendum sul Jobs Act proposto dalla Cgil "non è manipolativo" e, ad ogni modo, "deciderà la Consulta", ha affermato Damiano. La proposta di legge sulla riforma degli appalti e la responsabilità solidale potrebbe essere depositata "già domani", ha annunciato Damiano. Damiano si è detto favorevole a un ritorno alle norme approvate dal secondo governo Berlusconi sia in tema di appalti che di voucher. "Ho riconosciuto a quel governo e all'allora ministro del Lavoro Roberto Maroni delle buone leggi e io le ho applicate", ha affermato Damiano, "se si tratta di tornare a quelle leggi, non mi tiro indietro".

 

 

 

 "Non sono mai stato un sostenitore di Marco Biagi perché la sua proposta aiutava una moltiplicazione delle forme di lavoro non necessaria e ha portato a uno spezzettamento, ma ho sempre rispettato il pensiero dell'uomo", ha dichiarato Damiano, a proposito della riforma del mercato del lavoro approvata dal secondo governo Berlusconi, che porta il nome del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br nel 2002.

 

 

 

Sinistra mondiale subalterna a idea liberismo

"La sinistra a livello mondiale, da Clinton a Blair, negli ultimi trent'anni è stata culturalmente subalterna all'idea del liberismo", ha sottolineato Damiano. "Abbiamo accompagnato dolcemente parole d'ordine che mi sono sempre rifutato di accettare", ha aggiunto, "ritirare lo Stato dall'economia, tutto quello che è pubblico sbagliato e tutto quello che è privato è giusto, tagliamo le tariffe su lavoro professionale, confondiamo la flessibilità del mercato del lavoro con la deregulation". "Sui temi sociali non abbiamo mai elaborato una cultura alternativa alla destra che ha vinto", ha detto ancora l'ex ministro del Lavoro.

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