AGI – “Ho deciso di fare questo mestiere per poter morire in scena, per avere una pistola e sparare”. A raccontarlo è Riccardo Scamarcio, uno dei protagonisti del film ‘Alla festa della rivoluzione’ di Arnaldo Catinari con Valentina Romani, Nicolas Maupas e Maurizio Lombardi.
L’attore pugliese, nel film prodotto dalla Italian International Film e Rai Cinema, che passa alla Festa del cinema di Roma nella sezione Grand Public, interpreta il ruolo di Pietro Baldi, il capo dei servizi segreti italiani che è al fianco di Gabriele D’Annunzio durante i 500 giorni durante i quali il poeta-guerriero creò un atto futurista che chiamò a raccolta artisti, idealisti e reduci in un magnifico crogiolo di libertà. dell’utopia della Repubblica di Fiume. Il personaggio di Scamarcio è duro, senza scrupoli, odioso. E l’attore sembra essersi divertito a interpretarlo.
“C'è un rapporto anche molto infantile con un personaggio come quello che interpreto in questo film – spiega - chiaramente un personaggio inventato, che però affonda un po' le sue radici in una tipologia di uomo in quegli anni. Il mio personaggio ha delle origini popolari e quindi un po' incarna l'inizio del concetto fascista – prosegue - che appunto nasce su una voglia di riscatto da parte del popolo dopo la prima guerra mondiale e sente queste esigenze anche di una scalata, di una rivoluzione popolare, che poi, sappiamo, prenderà la deriva quella che conosciamo”.
“E’ un personaggio, quello che interpreto, ambiguo, non cattivo – prosegue - chiaramente il divertimento è quello di riuscire a trasferire, quindi a rendere credibile, un personaggio negativo, cercando di non giudicarlo, di interpretarlo, portando in scena il suo punto di vista per renderlo credibile”.
Il film, sceneggiato dallo stesso regista con Silvio Muccino, è tratto dall’omonimo saggio di Claudia Salaris, edito da Il Mulino nel 2002 e arriverà nelle sale italiane con 01 ad aprile 2026.