Video-choc delle maestre di Modica: "Ti riempio di schiaffi"

Video-choc delle maestre di Modica: "Ti riempio di schiaffi"

14 giugno 2017, 12:46
"Che schifo". "Ti riempio di schiaffi bestione". "Ti do all'orco così ti mangia e ti toglie dai piedi". Sono alcuni dei contenuti delle intercettazioni diffusi dalla polizia di Stato insieme a un video, con al centro le due maestre di una scuola elementare di Modica lo scorso 7 giugno rinviate a giudizio. La Squadra mobile aveva avviato un anno fa la delicata indagine a seguito delle segnalazioni di alcuni genitori che non riuscivano a comprendere il perché i loro bimbi non volessero più andare all'asilo. Prima avevano parlato con il preside e, nonostante i suoi richiami, le maestre continuavano ad avere lo stesso comportamento che terrorizzava i bambini.  Le indagini avviate dalla Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica, sono state portate a termine a novembre del 2016, con l'uso di telecamere e microspie. La polizia parla di "atteggiamenti aggressivi ed ingiuriosi": "Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni! Sei un bambino insopportabile!"; "E' un incubo questo bambino, se la smetti di piangere forse vai, perché sei un disturbo"; "Questa è rimbambita"; "Non ti sopporta più nessuno, guarda che schifo, fai a casa ad asciugarti il naso"; ti arrivano tanti di quegli schiaffoni brutto maleducato... non deve venire a scuola uno di questi, deve stare a casa sua, perché è un bambino che non si sopporta più". Il bambino chiama la maestra con il nome dell'altra insegnante per errore e la maestra risponde: "Quest'altro rimbambito... a fine anno non sa neanche come mi chiamo! Perché hai voluto l'acqua, delinquente, stupido, perché hai voluto l'acqua e poi non la bevi, ti do tanti di quegli schiaffi bestione, sei un bestione. Quest'altro rimbecillito è un tormento questo, e poi si permette di dire che i compagni non vogliono giocare con lui, vergognati!".  La richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica era stata formulata per il reato di maltrattamento degli alunni. Fatti reato commessi "attraverso rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione". Il rinvio a giudizio segue il rigetto, da parte del Gip, della richiesta della Procura di applicazione della misura cautelare. Il Gip, all'epoca, aveva valutato non sussistente l'abitualita' del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti. Seppure non concessa la misura della sospensione dall'esercizio della professione, la Procura ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio accolta dal giudice. "La Polizia di Stato, grazie alle segnalazioni dei genitori, e' riuscita a far emergere - spiega il capo della Mobile Antonino Ciavola - attraverso le indagini i veri motivi del malessere dei piccoli. E' fondamentale l'ascolto dei bambini".