Così sfondavano le vetrine e rubavano nei negozi di Caserta, 11 arresti



10 marzo 2019,08:22

La Polizia di Caserta ha arrestato 7 persone ritenute responsabili di una serie di atti predatori commessi nella città campana e nelle provincia negli ultimi ultimi mesi. Per la precisione, 17 furti (consumati e tentati) ai danni di banche, gioiellerie e negozi di telefonia. Su mandato del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura della Repubblica, la banda (tutti uomini di etnia rom) è finita in manette. 

Il gruppo dopo aver individuato gli esercizi commerciali da depredare, attraverso ripetuti sopralluoghi, effettuati in pieno giorno ed in orari non sospetti, li raggiungevano po, di notte con autovetture di grossa cilindrata, sulle quali venivano apposte targhe, rubate poco prima. I malviventi riuscivano ad accedere all'interno dei locali sfondando le vetrine mediante un ariete in ferro ed altri strumenti atti allo scasso e, una volta all'interno, razziavano oggetti preziosi nelle gioiellerie, cellulari/tablet nei negozi di telefonia e casseforti negli istituti di credito. Le autovetture utilizzate erano dotate di motore 'truccato' , al fine di riuscire a sfuggire ad inseguimenti delle Forze dell'Ordine.



10 marzo 2019,08:22

La Polizia di Caserta ha arrestato 7 persone ritenute responsabili di una serie di atti predatori commessi nella città campana e nelle provincia negli ultimi ultimi mesi. Per la precisione, 17 furti (consumati e tentati) ai danni di banche, gioiellerie e negozi di telefonia. Su mandato del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura della Repubblica, la banda (tutti uomini di etnia rom) è finita in manette. 

Il gruppo dopo aver individuato gli esercizi commerciali da depredare, attraverso ripetuti sopralluoghi, effettuati in pieno giorno ed in orari non sospetti, li raggiungevano po, di notte con autovetture di grossa cilindrata, sulle quali venivano apposte targhe, rubate poco prima. I malviventi riuscivano ad accedere all'interno dei locali sfondando le vetrine mediante un ariete in ferro ed altri strumenti atti allo scasso e, una volta all'interno, razziavano oggetti preziosi nelle gioiellerie, cellulari/tablet nei negozi di telefonia e casseforti negli istituti di credito. Le autovetture utilizzate erano dotate di motore 'truccato' , al fine di riuscire a sfuggire ad inseguimenti delle Forze dell'Ordine.