Richiedente asilo del Bangladesh in carcere per apologia di terrorismo



13 settembre 2018,14:39

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato di Brescia, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione, nelle prime ore della mattinata odierna, a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Brescia, nei confronti di un ventenne del Bangladesh, richiedente asilo sul territorio nazionale, per il reato di apologia di terrorismo.  

L'indagato ha pubblicato sul proprio profilo frasi propagandistiche quali "I need war/ ho bisogno di guerra", "il paradiso mi attende", "blood boy", "la morte aspetta tutti", "felice giorno della morte". Particolare interesse investigativo assumono le "frasi inneggianti" pubblicate proprio in concomitanza con tragici attentati. Oltre alle immagini e alle scritte, il profilo conteneva diversi video violenti, inneggianti affinché venisse inviato sulla terra un altro "eroe" come Saddam Hussein, ovvero video propagandistici della vita eterna concessa a chi muore in nome di Allah contro le oppressioni del mondo occidentale. 



13 settembre 2018,14:39

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato di Brescia, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione, nelle prime ore della mattinata odierna, a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Brescia, nei confronti di un ventenne del Bangladesh, richiedente asilo sul territorio nazionale, per il reato di apologia di terrorismo.  

L'indagato ha pubblicato sul proprio profilo frasi propagandistiche quali "I need war/ ho bisogno di guerra", "il paradiso mi attende", "blood boy", "la morte aspetta tutti", "felice giorno della morte". Particolare interesse investigativo assumono le "frasi inneggianti" pubblicate proprio in concomitanza con tragici attentati. Oltre alle immagini e alle scritte, il profilo conteneva diversi video violenti, inneggianti affinché venisse inviato sulla terra un altro "eroe" come Saddam Hussein, ovvero video propagandistici della vita eterna concessa a chi muore in nome di Allah contro le oppressioni del mondo occidentale.