Prodi: "Il Nobel riconosce il valore della ricerca italìana"

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03 ottobre 2017, 18:34

"Grazie a questo premio è riconosciuto a livello mondiale che il contributo italiano è degno di una rivoluzione della scienza moderna. Per arrivare a questi risultati ci e' voluto mezzo secolo di duro lavoro, è stato un percorso molto difficile, realizzabile solo attraverso una collaborazione internazionale". Lo ha detto Giovanni Prodi, coordinatore analisi dei dati di Virgo, subito dopo l'annuncio dell'assegnazione del Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali, alla quale l'Italia ha contribuito con il progetto Virgo.

"Noi in questo momento di estrema gioia - ha continuato Prodi - dobbiamo essere grati anche a coloro che hanno costruito quei rilevatori che non hanno avuto successo, perché solo così l'umanità può evolvere. La scoperta epocale non è programmabile in anticipo, è necessario esplorare diverse vie che probabilmente non avranno successo. Il compito della ricerca è aprire nuove strade - ha concluso - ed è normale che ci siano dei rischi, li dobbiamo accettare ed essere in grado di riconoscere anche i contributi laterali". 



03 ottobre 2017, 18:34

"Grazie a questo premio è riconosciuto a livello mondiale che il contributo italiano è degno di una rivoluzione della scienza moderna. Per arrivare a questi risultati ci e' voluto mezzo secolo di duro lavoro, è stato un percorso molto difficile, realizzabile solo attraverso una collaborazione internazionale". Lo ha detto Giovanni Prodi, coordinatore analisi dei dati di Virgo, subito dopo l'annuncio dell'assegnazione del Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali, alla quale l'Italia ha contribuito con il progetto Virgo.

"Noi in questo momento di estrema gioia - ha continuato Prodi - dobbiamo essere grati anche a coloro che hanno costruito quei rilevatori che non hanno avuto successo, perché solo così l'umanità può evolvere. La scoperta epocale non è programmabile in anticipo, è necessario esplorare diverse vie che probabilmente non avranno successo. Il compito della ricerca è aprire nuove strade - ha concluso - ed è normale che ci siano dei rischi, li dobbiamo accettare ed essere in grado di riconoscere anche i contributi laterali".