Una famiglia palermitana modificava armi per la mafia



12 ottobre 2018,08:45

Blitz a Ciaculli, borgata palermitana di antica 'tradizione' mafiosa. La polizia di Stato, è riuscita a risalire ad un vero e proprio arsenale sotterrate nel terreno di pertinenza di una villa dove viveva un precario Pip, (piani di inserimento programmato) con la sua famiglia.

All'interno della villa, alcuni locali erano adibiti ad una sorta di laboratorio clandestino per la produzione e la modifica delle armi. A procedere gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato Zisa Borgonuovo, i quali, insospettiti da alcuni movimenti anomali nei pressi della villa, appartenente ad un soggetto già noto per i suoi precedenti in materia di armi, stupefacenti ed altri reati, sono entrati in azione.

Così la sorprendente scoperta: numerose armi e proiettili sotterrati all'interno del giardino, nonché un laboratorio clandestino allestito di tutto punto all'interno di un locale attiguo all'immobile, adoperato oltre che per produrre anche per modificare le armi. Presente addirittura un poligono di tiro rudimentale per testare le armi, in alcuni casi anche munite di silenziatori per non destare sospetti. In manette l'intero nucleo familiare: padre e madre 49enni ed il figlio 26enne. 



12 ottobre 2018,08:45

Blitz a Ciaculli, borgata palermitana di antica 'tradizione' mafiosa. La polizia di Stato, è riuscita a risalire ad un vero e proprio arsenale sotterrate nel terreno di pertinenza di una villa dove viveva un precario Pip, (piani di inserimento programmato) con la sua famiglia.

All'interno della villa, alcuni locali erano adibiti ad una sorta di laboratorio clandestino per la produzione e la modifica delle armi. A procedere gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato Zisa Borgonuovo, i quali, insospettiti da alcuni movimenti anomali nei pressi della villa, appartenente ad un soggetto già noto per i suoi precedenti in materia di armi, stupefacenti ed altri reati, sono entrati in azione.

Così la sorprendente scoperta: numerose armi e proiettili sotterrati all'interno del giardino, nonché un laboratorio clandestino allestito di tutto punto all'interno di un locale attiguo all'immobile, adoperato oltre che per produrre anche per modificare le armi. Presente addirittura un poligono di tiro rudimentale per testare le armi, in alcuni casi anche munite di silenziatori per non destare sospetti. In manette l'intero nucleo familiare: padre e madre 49enni ed il figlio 26enne.