Le macerie del sisma nascondono tesori. Ecco come lavorano i “caschi blu dell’arte”

01 aprile 2017, 10:26
Sono passati circa cinque mesi dal terremoto di magnitudo 6.5 che ha devastato il Centro Italia, ma i lavori di recupero non sono terminati, nemmeno per gli oggetti d’arte seppelliti dalle macerie nelle chiese. Ogni giorno i “caschi blu dell’arte” recuperano centinaia di opere tra statue di cartapesta, crocifissi enormi, reliquiari e piccoli candelabri. “Due settimane fa, in pochi giorni sono stati tratti in salvo 5.000 beni culturali. I numeri sono enormi”, racconta all’Agenzia France Presse un carabiniere. Esperti di belle arti, membri della protezione civile, vigili del fuoco e volontari, sono in molti a occuparsi del recupero e della catalogazione dei reperti rinvenuti e danneggiati che passeranno poi sotto le mani esperte di storici dell’arte e di archeologi. “Abbiamo bisogni di mezzi e di aiuto, in termini di manodopera perché le opere sono tante e il loro recupero è impegnativo, considerando anche che i luoghi in cui si trovano sono angusti”, spiega una volontaria.