La mia nuova casa. Serge racconta la sua Odissea



20 luglio 2018,17:11


L’odissea di Serge Pacome è lunga 5 anni e migliaia di chilometri attraverso il deserto e il Mediterraneo. In fuga dalle persecuzioni della dittatura in Costa d’Avorio nel 2011 arriva in Togo, dove rimarrà per due anni in un campo profughi. Poi Burkina Faso, Mali, Algeria per arrivare in Libia, dove sarà imprigionato e costretto a lavorare come uno schiavo. Si chiamano movimenti secondari. Spostamenti forzati che riguardano l’85% dei profughi di tutto il mondo che trovano riparo in altri paesi poveri, soprattutto in Africa. Uomini, donne e bambini che a causa di guerre, persecuzioni, condizioni climatiche insostenibili sono costretti a fuggire in paesi che nonostante tutto aprono loro le frontiere. L’Uganda da sola ospita 1,4 milioni di rifugiati, ovvero più di tutti quelli che arrivano in Europa dal Mediterraneo. Serge ha contribuito a realizzare il progetto Un P-Orto in città ad Arezzo e ha concluso un corso per mediatori culturali , mettendo a frutto i suoi studi di lingue in Costa d’Avorio per aiutare altri richiedenti asilo, costretti a lasciarsi tutto alle spalle. Una storia che sa di futuro.

Per un'Europa capace di accogliere, non di erigere muri, Oxfam ha aderito alla campagna Welcoming Europe. Sono necessarie un milione di firme per chiedere un cambio di passo alla politica europea, e ciascuno può far la propria parte QUI.



20 luglio 2018,17:11


L’odissea di Serge Pacome è lunga 5 anni e migliaia di chilometri attraverso il deserto e il Mediterraneo. In fuga dalle persecuzioni della dittatura in Costa d’Avorio nel 2011 arriva in Togo, dove rimarrà per due anni in un campo profughi. Poi Burkina Faso, Mali, Algeria per arrivare in Libia, dove sarà imprigionato e costretto a lavorare come uno schiavo. Si chiamano movimenti secondari. Spostamenti forzati che riguardano l’85% dei profughi di tutto il mondo che trovano riparo in altri paesi poveri, soprattutto in Africa. Uomini, donne e bambini che a causa di guerre, persecuzioni, condizioni climatiche insostenibili sono costretti a fuggire in paesi che nonostante tutto aprono loro le frontiere. L’Uganda da sola ospita 1,4 milioni di rifugiati, ovvero più di tutti quelli che arrivano in Europa dal Mediterraneo. Serge ha contribuito a realizzare il progetto Un P-Orto in città ad Arezzo e ha concluso un corso per mediatori culturali , mettendo a frutto i suoi studi di lingue in Costa d’Avorio per aiutare altri richiedenti asilo, costretti a lasciarsi tutto alle spalle. Una storia che sa di futuro.

Per un'Europa capace di accogliere, non di erigere muri, Oxfam ha aderito alla campagna Welcoming Europe. Sono necessarie un milione di firme per chiedere un cambio di passo alla politica europea, e ciascuno può far la propria parte QUI.