Gli artisti teatrali occupano la Fondazione Piccolomini



21 maggio 2018,16:51


Dalle nove di questa mattina gli artisti teatrali italiani hanno occupato gli uffici della Ipab Fondazione Nicolò Piccolomini e le Residenze Anna Piccolomini, a Roma, in via Aurelia antica 164. L’occupazione intende denunciare l’ingiustificata delibera di commissariamento da parte dell'ente controllore, la Regione Lazio. Un commissariamento che è stato deliberato nel febbraio scorso e poi nemmeno completato, a causa di uno scandalo interno alla Regione Lazio, ma che ha comunque condannato l'ente alla paralisi.

Gli artisti teatrali denunciano che l'attuale delibera di commissariamento, così come già avvenuto nel 2007 con la giunta Marrazzo, è solo l’ultimo atto di una strategia di danneggiamento nei confronti dell’ente di beneficenza, che vive e assolve al proprio scopo statutario, quello dell’aiuto economico agli artisti anziani e indigenti, in assenza di contributi pubblici ordinari, esclusivamente grazie al reddito degli immobili ereditati nel 1943 dall’attore-regista Nicolò Piccolomini.

Scopo dell'occupazione è in primis che la Regione Lazio ponga fine alla paralisi amministrativa dell’Ente e nomini al più presto un regolare Consiglio di amministrazione, composto da esponenti del mondo della Cultura e dello Spettacolo, invece del Commissario straordinario.



21 maggio 2018,16:51


Dalle nove di questa mattina gli artisti teatrali italiani hanno occupato gli uffici della Ipab Fondazione Nicolò Piccolomini e le Residenze Anna Piccolomini, a Roma, in via Aurelia antica 164. L’occupazione intende denunciare l’ingiustificata delibera di commissariamento da parte dell'ente controllore, la Regione Lazio. Un commissariamento che è stato deliberato nel febbraio scorso e poi nemmeno completato, a causa di uno scandalo interno alla Regione Lazio, ma che ha comunque condannato l'ente alla paralisi.

Gli artisti teatrali denunciano che l'attuale delibera di commissariamento, così come già avvenuto nel 2007 con la giunta Marrazzo, è solo l’ultimo atto di una strategia di danneggiamento nei confronti dell’ente di beneficenza, che vive e assolve al proprio scopo statutario, quello dell’aiuto economico agli artisti anziani e indigenti, in assenza di contributi pubblici ordinari, esclusivamente grazie al reddito degli immobili ereditati nel 1943 dall’attore-regista Nicolò Piccolomini.

Scopo dell'occupazione è in primis che la Regione Lazio ponga fine alla paralisi amministrativa dell’Ente e nomini al più presto un regolare Consiglio di amministrazione, composto da esponenti del mondo della Cultura e dello Spettacolo, invece del Commissario straordinario.