Di Maio, contro i voltagabbana servono le multe

Di Maio, contro i voltagabbana servono le multe

13 gennaio 2017, 12:45
"Pensiamo che l'Italia non si possa più permettere che un politico eletto con un partito si venda al miglior offerente, cambi partito restando in Parlamento. Abbiamo usato in passato strumenti come le multe per trovare un modo nostro interno per aggirare l'assenza di vincolo di mandato" dice il vicepresidente della Camera e parlamentare del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio "Se nella Costituzione, come avviene in Portogallo, ci fosse scritto che il politico che entra in Parlamento con un partito poi se cambia partito torna a casa, non ci sarebbe bisogno di tutte queste regole. Quindi il Movimento cerca di mettere in piedi con proprie regole un sistema che provi a limitare le distorsioni del passato. Nessuno è immune dagli errori, la differenza però nelle forze politiche la fanno le regole che ti dai e quelle che fai rispettare: in altri partiti esistono codici di comportamento in caso di procedure giudiziarie ma spesso vengono disapplicati. Noi cerchiamo di darci pochi codici e farli rispettare perché noi abbiamo un solo obiettivo: realizzare il programma elettorale e quando i cittadini ci votano devono sapere che stiamo in Parlamento per realizzare il programma elettorale e non per fare i piccoli strateghi", ha aggiunto Di Maio, ribadendo che "proviamo a trovare escamotage per provare a limitare questa assenza di vincolo di mandato che ha creato i voltagabbana della politica. Ci sono persone che sono andate via dal movimento che quando stanno nel movimento vengono trattati come appestati, poi non appena escono diventano statisti". Quanto alle critiche mosse al Movimento e ai rapporti con la Casaleggio Associati dalla pentastellata Bulgarelli, Di Maio taglia corto: "A me lo stipendio lo hanno sempre pagato per affrontare i problemi dei cittadini. Il Movimento quando parla di se stesso annoia i cittadini. Noi siamo nati per occuparci di temi concreti, poi ognuno muove le sue critiche e osservazioni ma non ho intenzione di entrare in questo dibattito che e' il solito e non interessa a nessuno". Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev - Agi