Cosa ha detto al teatro Brancaccio il figlio di Pablo Escobar su suo padre



21 settembre 2018,23:43


Roma, Questa sera sul palco del Teatro Brancaccio di Roma arriva per la prima volta in Italia la conferenza-spettacolo di Sebastián Marroquín, nato Juan Pablo Escobar, figlio del narcotrafficante colombiano più conosciuto della storia. Dopo il successo dei libri sulla vita del padre, Sebastián, a partire dalle 21, racconterà la sua versione dei fatti – anche in risposta alla versione dei media - addentrandosi negli aspetti più intimi di quel padre “scomodo”. L’infanzia, un padre affettuoso, amorevole e molto presente. Ricordi che a poco a poco svaniscono, per lasciare il passo al personaggio che tutti conosciamo, un narcotrafficante senza scrupoli, violento e capace di commettere crimini efferati. Un racconto accompagnato da immagini che scorrono sullo schermo, mentre la voce di Sebastián Marroquín si rivolge al pubblico, soprattutto alle nuove generazioni: «In nessun modo ho voluto fare un discorso di difesa. Desidero solo esporre quanto accaduto, raccontare il leader, il mafioso, l’uomo di valori, il padre e il visionario. E la persona che ha messo in pericolo la sua famiglia e una nazione intera. Perché la storia non si ripeta».



21 settembre 2018,23:43


Roma, Questa sera sul palco del Teatro Brancaccio di Roma arriva per la prima volta in Italia la conferenza-spettacolo di Sebastián Marroquín, nato Juan Pablo Escobar, figlio del narcotrafficante colombiano più conosciuto della storia. Dopo il successo dei libri sulla vita del padre, Sebastián, a partire dalle 21, racconterà la sua versione dei fatti – anche in risposta alla versione dei media - addentrandosi negli aspetti più intimi di quel padre “scomodo”. L’infanzia, un padre affettuoso, amorevole e molto presente. Ricordi che a poco a poco svaniscono, per lasciare il passo al personaggio che tutti conosciamo, un narcotrafficante senza scrupoli, violento e capace di commettere crimini efferati. Un racconto accompagnato da immagini che scorrono sullo schermo, mentre la voce di Sebastián Marroquín si rivolge al pubblico, soprattutto alle nuove generazioni: «In nessun modo ho voluto fare un discorso di difesa. Desidero solo esporre quanto accaduto, raccontare il leader, il mafioso, l’uomo di valori, il padre e il visionario. E la persona che ha messo in pericolo la sua famiglia e una nazione intera. Perché la storia non si ripeta».