Che succede se Ciro di Gomorra chiede di combattere la corruzione

06 dicembre 2017,17:09

La campagna #iostoconbabbo vede come protagonista Marco D’Amore nei panni di un Babbo Natale disperato perché non riesce a dare agli italiani ciò che chiedono: il contenuto delle lettere va ben oltre la richiesta dei soliti regali. Per esaudire le richieste arrivate a Babbo, c’è soltanto una soluzione: vincere la corruzione e l’illegalità diffuse nel nostro Paese.

L’appello sconsolato di Babbo Natale “Non potete contare tutti su di me. Che nemmeno sapete se esisto o no” è una provocazione, non distante dalla realtà, per accendere nei cittadini la consapevolezza che, con uno sforzo in più, il destino dell’Italia può cambiare.

Riparte il futuro si batte contro la corruzione dal 2013. Oltre a causare inefficienza dei servizi, disuguaglianze, sfiducia nella classe politica, la corruzione impedisce l’afflusso di investimenti esteri che — spiegano gli esperti — creerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro, in primo luogo per i giovani. Per questo, solo senza corruzione Riparte il futuro.

Sono tanti i risultati concreti che l’associazione è riuscita a ottenere in questi anni, anche grazie al sostegno dei cittadini: la riforma della legge sul voto di scambio politico-mafioso, l’abolizione dei vitalizi ai politici condannati per mafia e corruzione, l’introduzione del Freedom of Information Act. L’ultima importante vittoria di Riparte il futuro è davvero recente: dopo sedici mesi di campagna, il 15 novembre è finalmente diventata realtà la legge a difesa dei whistleblower, le persone che segnalano corruzione e illeciti sul lavoro.

“Abbiamo voluto giocare con l’ironia, e Marco D’Amore si è prestato a questo gioco”, racconta Priscilla Robledo, campaigner di Riparte il Futuro. “Vogliamo trasmettere il messaggio che la corruzione colpisce tutti, grandi e bambini, e che i desideri in un paese corrotto come il nostro possono trasformarsi nel desiderio di ottenere un concorso pubblico trasparente o la gestione onesta dei fondi di ricostruzione dopo un terremoto. Combattere la corruzione è possibile, una legge alla volta: lo dimostra la recente approvazione della legge in difesa dei whistleblower.”



06 dicembre 2017,17:09

La campagna #iostoconbabbo vede come protagonista Marco D’Amore nei panni di un Babbo Natale disperato perché non riesce a dare agli italiani ciò che chiedono: il contenuto delle lettere va ben oltre la richiesta dei soliti regali. Per esaudire le richieste arrivate a Babbo, c’è soltanto una soluzione: vincere la corruzione e l’illegalità diffuse nel nostro Paese.

L’appello sconsolato di Babbo Natale “Non potete contare tutti su di me. Che nemmeno sapete se esisto o no” è una provocazione, non distante dalla realtà, per accendere nei cittadini la consapevolezza che, con uno sforzo in più, il destino dell’Italia può cambiare.

Riparte il futuro si batte contro la corruzione dal 2013. Oltre a causare inefficienza dei servizi, disuguaglianze, sfiducia nella classe politica, la corruzione impedisce l’afflusso di investimenti esteri che — spiegano gli esperti — creerebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro, in primo luogo per i giovani. Per questo, solo senza corruzione Riparte il futuro.

Sono tanti i risultati concreti che l’associazione è riuscita a ottenere in questi anni, anche grazie al sostegno dei cittadini: la riforma della legge sul voto di scambio politico-mafioso, l’abolizione dei vitalizi ai politici condannati per mafia e corruzione, l’introduzione del Freedom of Information Act. L’ultima importante vittoria di Riparte il futuro è davvero recente: dopo sedici mesi di campagna, il 15 novembre è finalmente diventata realtà la legge a difesa dei whistleblower, le persone che segnalano corruzione e illeciti sul lavoro.

“Abbiamo voluto giocare con l’ironia, e Marco D’Amore si è prestato a questo gioco”, racconta Priscilla Robledo, campaigner di Riparte il Futuro. “Vogliamo trasmettere il messaggio che la corruzione colpisce tutti, grandi e bambini, e che i desideri in un paese corrotto come il nostro possono trasformarsi nel desiderio di ottenere un concorso pubblico trasparente o la gestione onesta dei fondi di ricostruzione dopo un terremoto. Combattere la corruzione è possibile, una legge alla volta: lo dimostra la recente approvazione della legge in difesa dei whistleblower.”