Youssef Zaghba, l'attentatore di Londra italo marocchino, pochi giorni prima della strage. VIDEO ESCLUSIVO



07 ottobre 2017, 10:41

È uno degli ultimi momenti di svago di Youssef Zaghba, uno dei tre attentatori dell'attacco a Londra del 3 giugno scorso che ha causato 8 morti e 48 feriti. L'Agi ha ricevuto in esclusiva il video registrato dallo stesso Zaghba, il 22enne italo marocchino, che per un breve periodo ha vissuto a Bologna con la madre, italiana convertita all'Islam. Era in auto in compagnia di un suo amico, anche lui di origini marocchine con un passato in Italia, e si dirigevano verso una località balneare fuori dalla capitale britannica, due settimane prima dell'attentato.

Youssef ha voluto registrare il video per mandare un saluto a un terzo amico. Le immagini mostrano un ragazzo sereno, con una barba da fedele praticante, e un giaccone grigio quasi fuori tempo per maggio. Nei pochi secondi registrati dice all'amico di trovarsi "al mare, vicino a Dartfort" e gli fa notare che "manchi solo tu" chiedendogli quindi di "farsi sentire". Poche parole che fanno emergere un ragazzo normale che ha voglia di passare il weekend al mare e stare in compagnia di amici. Non uno che due settimane dopo sarebbe salito a bordo di un furgone per investire decine di persone sul London Bridge e poi scendere, insieme a due compagni di morte, ad accoltellare chiunque si trovasse sulla loro strada, fino a cadere sotto i proiettili delle forze speciali inglesi.

In quel video Youssef è un'altra persona. E anche l'amico che era con lui, raggiunto dall'Agi, conferma come sia stato tutto normale in quei giorni. "Ho insistito io per vederci perché poi sarebbe iniziato il mese di digiuno e avremmo fatto fatica", spiega. "Abbiamo cenato insieme e abbiamo deciso di andare a vedere il mare di notte - continua - Nell'ultimo periodo Youssef era molto preso dal lavoro ma quel weekend siamo riusciti a stare un po' insieme. Non ho notato nulla di strano, se non forse che era un po' più turbato del solito. Inoltre con me non parlava quasi mai di religione, non mi aveva nemmeno raccontato del suo tentativo di partire, nel marzo 2016, per la Siria e quindi di unirsi allo Stato islamico".

L'amico non ha potuto però non notare, nelle settimane precedenti all'attacco, il rafforzamento del rapporto tra Zaghba e Khuram Butt, il pakistano 27enne ritenuto l'architetto della strage. "Io Butt l'ho incrociato solo una volta - racconta - ma su Youssef aveva molta influenza, al punto di chiedere anche commissioni personali. Ogni volta che lo chiamava al telefono lui rispondeva e, se necessario, andava di persona". Probabilmente lo ha fatto anche quella sera di sabato 3 giugno.



07 ottobre 2017, 10:41

È uno degli ultimi momenti di svago di Youssef Zaghba, uno dei tre attentatori dell'attacco a Londra del 3 giugno scorso che ha causato 8 morti e 48 feriti. L'Agi ha ricevuto in esclusiva il video registrato dallo stesso Zaghba, il 22enne italo marocchino, che per un breve periodo ha vissuto a Bologna con la madre, italiana convertita all'Islam. Era in auto in compagnia di un suo amico, anche lui di origini marocchine con un passato in Italia, e si dirigevano verso una località balneare fuori dalla capitale britannica, due settimane prima dell'attentato.

Youssef ha voluto registrare il video per mandare un saluto a un terzo amico. Le immagini mostrano un ragazzo sereno, con una barba da fedele praticante, e un giaccone grigio quasi fuori tempo per maggio. Nei pochi secondi registrati dice all'amico di trovarsi "al mare, vicino a Dartfort" e gli fa notare che "manchi solo tu" chiedendogli quindi di "farsi sentire". Poche parole che fanno emergere un ragazzo normale che ha voglia di passare il weekend al mare e stare in compagnia di amici. Non uno che due settimane dopo sarebbe salito a bordo di un furgone per investire decine di persone sul London Bridge e poi scendere, insieme a due compagni di morte, ad accoltellare chiunque si trovasse sulla loro strada, fino a cadere sotto i proiettili delle forze speciali inglesi.

In quel video Youssef è un'altra persona. E anche l'amico che era con lui, raggiunto dall'Agi, conferma come sia stato tutto normale in quei giorni. "Ho insistito io per vederci perché poi sarebbe iniziato il mese di digiuno e avremmo fatto fatica", spiega. "Abbiamo cenato insieme e abbiamo deciso di andare a vedere il mare di notte - continua - Nell'ultimo periodo Youssef era molto preso dal lavoro ma quel weekend siamo riusciti a stare un po' insieme. Non ho notato nulla di strano, se non forse che era un po' più turbato del solito. Inoltre con me non parlava quasi mai di religione, non mi aveva nemmeno raccontato del suo tentativo di partire, nel marzo 2016, per la Siria e quindi di unirsi allo Stato islamico".

L'amico non ha potuto però non notare, nelle settimane precedenti all'attacco, il rafforzamento del rapporto tra Zaghba e Khuram Butt, il pakistano 27enne ritenuto l'architetto della strage. "Io Butt l'ho incrociato solo una volta - racconta - ma su Youssef aveva molta influenza, al punto di chiedere anche commissioni personali. Ogni volta che lo chiamava al telefono lui rispondeva e, se necessario, andava di persona". Probabilmente lo ha fatto anche quella sera di sabato 3 giugno.