A Roma arriva Aelita Andre, la "Pollock" del terzo millennio



22 giugno 2019,14:49

È una pittrice di fama internazionale ed ha soltanto dodici anni, ma la cosa più strabiliante è che dipinge da quando aveva nove mesi, rubando i colori dal padre, pittore anch'esso. Aelita Andre, definita da molti come la Pollock del Terzo Millennio, è una pittrice, scultrice ed espressionista magica. Sin dall'età di due anni espone le sue opere, che sono state ospitate a New York, Hong Kong, San Pietroburgo, Miami, Melbourne ed altre città del mondo.

Conosciuta in Italia grazie a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Aelita sbarca a Roma, ospite del Lunga Vita Festival in corso al Museo delle Civiltà, per presentare l'opera realizzata in occasione del progetto “O’Manifest” del Napoli Teatro Festival.

La pittrice ama definire il suo stile particolare, Magical Abstraction, una fusione tra astrattismo e immaginazione che fa emergere oggetti, animali mitici e creature fantastiche, sistema solare, galassie e pianeti. Attraverso il suono che fa vibrare nei Touch-paintings, attraverso il tatto, e nei Sound-paintings, violini dipinti da soli o montati sulle sue opere, Aelita crea composizioni musicali casuali. Le sue opere sono paesaggi onirici e sonori: colori e suoni che evocano un viaggio misterioso in mondi inesplorati.



22 giugno 2019,14:49

È una pittrice di fama internazionale ed ha soltanto dodici anni, ma la cosa più strabiliante è che dipinge da quando aveva nove mesi, rubando i colori dal padre, pittore anch'esso. Aelita Andre, definita da molti come la Pollock del Terzo Millennio, è una pittrice, scultrice ed espressionista magica. Sin dall'età di due anni espone le sue opere, che sono state ospitate a New York, Hong Kong, San Pietroburgo, Miami, Melbourne ed altre città del mondo.

Conosciuta in Italia grazie a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Aelita sbarca a Roma, ospite del Lunga Vita Festival in corso al Museo delle Civiltà, per presentare l'opera realizzata in occasione del progetto “O’Manifest” del Napoli Teatro Festival.

La pittrice ama definire il suo stile particolare, Magical Abstraction, una fusione tra astrattismo e immaginazione che fa emergere oggetti, animali mitici e creature fantastiche, sistema solare, galassie e pianeti. Attraverso il suono che fa vibrare nei Touch-paintings, attraverso il tatto, e nei Sound-paintings, violini dipinti da soli o montati sulle sue opere, Aelita crea composizioni musicali casuali. Le sue opere sono paesaggi onirici e sonori: colori e suoni che evocano un viaggio misterioso in mondi inesplorati.