Tiro a segno, delusione Zublasing "fa male all'anima"

Tiro a segno, delusione Zublasing "fa male all'anima"
Petra Zublasing 

Roma - "E' successo che sono le Olimpiadi". Parola di fidanzato. Niccolò Campriani lascia la tribuna dell'Olympic Shooting Centre di Rio un po' deluso per la prova della sua Petra Zublasing, ma allo stesso tempo comunque sereno nel ricercare le motivazioni anche per l'esperienza che ha maturato sulla sua pelle.

Le Olimpiadi sono le Olimpiadi e forse per questo l'avvio dell'altoatesina e' stato incerto ed ha condizionato tutta la serie, tanto da farla chiudere in 33esima posizione con un totale di 411.6 (101.0, 103.3, 104.2, 103.19) nella prova di carabina 10 metri. Quel 101 nella prima serie le ha sbarrato il passo verso la finale e verso quella possibile prima medaglia italiana alle Olimpiadi brasiliane, magari la 200esima d'oro, magari davanti al premier Renzi che era atteso in caso di finale dell'atleta azzurra. "Sono abbastanza delusa, quando a casa fai tutti i giorni un allenamento al di sopra della classifica, poi qui fai molto meno, fa male non tanto all'orgoglio quanto all'anima" le parole di Petra visibilmente provata dopo le quattro prove di tiro.

La sua analisi è comunque serena: "Ho avuto anni difficili, ma ho cambiato tanto, ero contenta di rimettermi qui in gioco, pensavo di aver trovato la soluzione ma evidentemente non è così. E poi anche un po' di sfiga si accanisce quando va così male. A me sembra sempre che gli altri partono male ma gli entrano i tiri e prendono fiducia, io parto non bene e tiro male e perdo la fiducia" racconta. "Oggi sono partita malissimo, ma dopo la prima serie ed essermi girata verso la mia allenatrice, sparavo veramente bene. Succedeva, però, che mettevo due colpi bene e il terzo uguale andava fuori e perdevo sicurezza, tutta la gara così. Se guardo questi anni di preparazione sono arrivata al meglio, evidentemente non ho trovato la magia, mi dispiace per chi mi sta vicino, tutti credevano in me, io credevo in me, mi dispiace, ma ho lottato. Non è stata una situazione mentale, ma qualcosa che non ho ancora capito e mi fa ancora più male perché devo capirlo".

L'idea di potersi riscattare nella gara dei 50 metri in programma giovedì prossimo le permette di guardare con rinnovato entusiasmo ai prossimi giorni: "Sono contenta che ci sono ancora i 50 metri, è una gara per me più intuitiva, vado più spinta, sono molto sicura di me, vedremo".

Ed a tenerla "calda" in vista della prossima sfida c'è anche il dt azzurro Valentina Turisini che riconosce le difficoltà all'inizio della gara. "Era un po' tesa all'inizio, ha compromesso la prima serie, poi il resto della gara e' andato relativamente bene" le parole dell'ex atleta olimpica. "Ha iniziato non bene per il suo standard. Ha parlato con l'allenatrice, non riusciva ad iniziare, si muoveva un po'. Con una prima serie così si perdono anche un po' le speranze, diventa difficile recuperare. Il resto della gara non ha tirato ai suoi soliti livelli probabilmente anche per questo motivo". (AGI)