Schwazer sospeso dalla Iaaf, addio Olimpiadi

Controanalisi positive. Legale "faremo ricorso", il marciatore "lotterò fino all'ultimo per andare ai Giochi"

Schwazer sospeso dalla Iaaf, addio Olimpiadi
Alex Schwazer (facebook) 

Bolzano - Alex Schwazer è stato sospeso con effetto immediato dalla Federazione Internazionale di atletica leggera (Iaaf) a seguito della positività al doping emersa da un controllo antidoping del primo gennaio scorso. Il marciatore altoatesino non potrà prendere parte alle Olimpiadi di Rio de Janeiro a seguito del provvedimento di sospensione con effetto immediato emesso dalla Federazione Internazionale di atletica leggera (Iaaf). Anche le controanalisi effettuate presso il laboratorio accreditato dell'agenzia mondiale antidoping di Colonia hanno confermato la positività al testosterone sintetico. Sia la difesa di Schwazer che lo stesso allenatore Sandro Donati avevano poche speranze che la provetta B fosse negativa perchè il "disegno criminoso è stato fatto ad opera d'arte". Lo stesso Donati, storico paladino della lotta al doping, tuona: "i responsabili di questo omicidio sportivo devono essere ricercati all'interno della struttura della Iaaf".

"Lotterò fino all'ultima possibilità per far chiarezza su questa storia: voglio andare alle Olimpiadi per dare una risposta in gara perchè sono pulito". Alex Schwazer commenta cosi', in una nota, il referto delle controanalisi che ha confermato la positività per testosterone. "Dopo la notizia della positività non ho mai smesso di allenarmi nonostante il dolore, la rabbia e l'amarezza che assorbono tutte le mie energie. Lo faccio per il mio allenatore, per chi mi è sempre stato vicino e per tutti quelli che ogni giorno dimostrano di credere in me e nella mia innocenza", ha aggiunto il marciatore altoatesino. 

"Questo provvedimento lo impugneremo entro la giornata di lunedì perché abbiamo ulteriori documenti da parte di esperti che confermano l'assoluta normalità dei controlli di Alex e che il valore di gennaio è originato dall'esterno". Cosi', all'AGI, Gerhard Brandtstaetter, avvocato di Alex Schwazer. "Nei controlli eseguiti da Alex non c'è nulla di irregolare e soprattutto non esiste un disegno di doping da parte sua - ha aggiunto il legale - è stato grave tutto il percorso fatto da gennaio a maggio fino alla notifica arrivata solo il 21 giugno, ma è molto grave che non sia stato preso in esame quanto avevamo inviato nei giorni scorsi". La Iaaf si dovrà prendere le sue responsabilità su diversi aspetti. In particolare, il direttore dell'antidoping della stessa Federazione mondiale di atletica leggera Thomas Capdevielle dovrà spiegare, per esempio, da chi ha appreso la comunicazione della positività di Alex, perché è stato fatto trascorrere cosi' tanto tempo e perché è stato consentito di farlo gareggiare all'estero quando c'era già una positività in essere e che non era stata ancora notificata", ha continuato Donati. "C'è anche un enorme danno morale nei confronti di Alex. Credo che la Wada (agenzia mondiale antidoping, ndr) si debba distinguere in questa vicenda. La gravità della situazione e i troppi lati oscuri meritano l'attenzione della Wada che dovrebbe aprire con urgenza un'indagine nei confronti dei comportamenti della Iaaf - ha aggiunto Donati che in questo periodo è rimasto a Vipiteno assieme ad Alex - sarebbe un pessimo segnale se dovesse prevalere l'ammiccamento tra istituzioni che schiaccia la verità. Non posso lasciare solo in questo momento Alex. In questi giorni ho notato ancor di piu' che Alex è un ragazzo fantastico". Nell'ultimo periodo Schwazer si è sempre allenato seguendo la programmazione del suo allenatore. Ci sono stati allenamenti anche lunghi fino a 35 chilometri e altri tipi di lavori finalizzati ai cambi di ritmo in gara. (AGI)