Hacker russi, 5 italiani hanno usato sostanze dopanti

Si tratta dello spadista Paolo Pizzo, della nuotatrice Rachele Bruni, del pallavolista Emanuele Birarelli, del canottiere Matteo Lodo e della pallanotista Teresa Frassinetti

Hacker russi, 5 italiani hanno usato sostanze dopanti
Paolo Pizzo (Afp) 

Montreal. - Questa volta ci sono anche i nomi di cinque atleti italiani tra i 41 nominativi forniti oggi dagli hacker russi di Fancy Bears, che hanno pubblicato le liste degli atleti 'esentati' per alcuni medicinali assunti con il consenso delle proprie federazioni e del Cio. Si tratta dello spadista Paolo Pizzo, della nuotatrice Rachele Bruni, del pallavolista Emanuele Birarelli, del canottiere Matteo Lodo e della pallanotista Teresa Frassinetti. Tutti saliti sul podio a Rio 2016. Per Pizzo e la Bruni la sostanza proibita concessa per scopi medici e' il Formoterol, uno spray per l'asma; per Birarelli il Bentelan ed il Delta Cortene; per Lodo il Beclomethasone e per la Frassinetti il Prednisone.

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Come scritto dalla Wada, l'Agenzia Mondiale Anti Doping, il gruppo di hacker russi ha pubblicato i dati concernenti 41 atleti provenienti da 13 Paesi, tra cui, come detto i cinque azzurri, quattro australiani, sette canadesi, un croato, due danesi, sei provenienti dalla Gran Bretagna, due dalla Germania; uno dal Giappone; due dalla Serbia; uno dal Sud Africa; due dalla Svizzera; uno dalla Svezia e sette dagli Stati Uniti. Gli atleti provengono dall'atletica leggera, basket, ciclismo, scherma, Hockey su prato, golf, Ginnastica, Judo, canottaggio, rugby, vela, Tiro, Calcio, Nuoto, Tennis da tavolo, pallavolo e pallanuoto.

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La Wada, si legge ancora nella nota, "sta prendendo posizione sulla grave violazione della privacy degli atleti. Il team di risposta agli incidenti che noi abbiamo creato, agisce attivamente con le forze dell'ordine in Canada e altrove, e agisce con le intelligence. L'intento ottenuto attraverso le nostre indagini di evitare con la prevenzione eventuali ulteriori intrusioni. Ci stiamo consultando anche con i maggiori esperti di sicurezza informatica per garantire che nessuna ulteriore informazione sia piu' accessibile. L'Agenzia e' in contatto con le Federazioni di appartenenza e con le agenzie anti doping nazionali al quale appartengono gli atleti coninvolti da questa ultima rivelazione di dati in modo che possano fornire loro il supporto necessario". (AGI)