Doping, nuovo attacco hacker russi a Wada. Diffusi dati di 29 atleti

Dai file resi noti nei giorni scorsi emerge che la supercampionessa Usa di ginnastica, Simone Biles, è risultata positiva l'11 agosto

Doping, nuovo attacco hacker russi a Wada. Diffusi dati di 29 atleti
 Simone Biles (Afp)

Roma - Questa volta e' direttamente la Wada a comunicare che gli hacker russi hanno colpito ancora. Altri dati medici riservati di 25 atleti, di 8 nazioni diverse, sono finiti in possesso del gruppo Fancy Bears, lo stesso che gia' due giorni fa aveva annunciato di aver violato il sistema informatico dell'agenzia mondiale antidoping. I dati riguardano 10 atleti statunitensi, cinque tedeschi e cinque britannici, quindi un ceco, un danese, un polacco, un rumeno e un russo. La Wada spiega che gli hacker hanno "illegalmente ottenuto l'accesso tramite un account del Comitato Olimpico Internazionale creato per le Olimpiadi di Rio, arrivando a dati medici confidenziali come le esenzioni a fini terapeutici forniti dalle federazioni sportive internazionali e dalle Organizzazioni nazionali antidoping (Nado)".

Hacker rivelano, ginnasta Usa Simone Biles positiva a doping l'11 agosto

Nel comunicato pubblicato sul proprio sito internet, la Wada, tramite il direttore generale Olivier Niggli, sottolinea di "essere consapevole del fatto che questo attacco criminale, che fino a oggi ha incautamente esposto i dati personali di 29 atleti, e' molto doloroso per gli atleti presi di mira e che e' motivo di apprensione per tutti quelli che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio. Dispiace che alcuni criminali tentino di infangare il nome e la reputazione di alcuni atleti, ma possiamo assicurare che insieme alle forze dell'ordine e alle agenzie di sicurezza stiamo intervenendo". La Wada aggiunge di "non avere dubbi che questi attacchi sono una rappresaglia contro l'Agenzia e il sistema anti-doping mondiale, a causa delle indagini indipendenti che hanno smascherato il doping di stato in Russia". "Condanniamo questa attivita' criminale - ha concluso il direttore generale Niggli - e abbiamo chiesto al governo russo di intervenire e di fare quanto in suo potere per mettere fine a tutto questo. Questi continui attacchi informatici provenienti dalla Russia sono un forte ostacolo al lavoro che viene portato avanti per ricostruire un programma anti-doping russo adeguato". (AGI)