Doping: Donati furioso, io e Alex Schwazer vittime di agguato

Audizione dell'allenatore del marciatore altoatesino in commissione Antimafia: "Ho sentito un silenzio assordante dalle istituzioni sportive"

Doping: Donati furioso, io e Alex  Schwazer vittime di  agguato
 Alex Schwazer maratona Roma -marangoni

Roma - "Ho sentito un silenzio assordante" dalle istituzioni sportive, mentre "il sostegno e' venuto dalle procure della Repubblica e dalla Commissione parlamentare antimafia". Lo ha affermato Sandro Donati, al termine dell'audizione di questa mattina in commissione Antimafia. "Schwazer e' stato descritto come un bipolare - ha spiegato - un uomo dalla doppia personalita'. Io lo conosco da oltre un anno e chi lo frequenta lo trova un ragazzo semplice, coerente, che non ha nulla di strano, eppure e' stato creato un quadretto: 'Se lo ha fatto in passato lo avra' fatto di nuovo'. In questo modo si cerca di coprire l'enormita' di questo controllo antidoping assurdo, con una tempistica che da sola rappresenta la firma dell'agguato".

Prima dell'audizione, Donati aveva ribadito la sua tesi ell'agguato: "Alex si e' messo a disposizione, sicuro di se', nelle mani di un allenatore che non gli avrebbe fatto sconti e invece qualcuno l'ha studiata grossa - ha dichiarato Donati -. Vorrei ricordare che per me e' il secondo agguato - ha aggiunto - perche' ne subii un altro 19 anni fa, quando seguivo una ostacolista pugliese, Annamaria Di Terlizzi e fu manipolata la sua urina. Poi fu scoperto in sede di analisi e tutto fini'. Qui probabilmente l'hanno fatta in maniera un po' piu' professionale, anche se hanno - ha spiegato Donati - lasciato tracce dappertutto della loro arroganza, del loro disprezzo assoluto per la difesa. E' tutto studiato, per evitare che Alex vada alle olimpiadi. Perche' hanno tenuto segreta questa positivita' per un mese e otto giorni e quando ci hanno comunicato questa positivita' ci avevano gia' fissato la data della contro analisi al 5 di luglio, ben sapendo che l'analisi dura 4 giorni. Abbiamo chiesto di anticipare questa data e ci hanno detto che non era possibile, salvo poi sentirci dire dal laboratorio di Colonia che lo sarebbe stato. L'analisi e' finita la scorsa settimana e' lunedi' e martedi' e' stato tutto un palleggio tra il tribunale antidoping e la procura antidoping, fino a che ci hanno indirizzato verso il Tas di Losanna. Ci ritroveremo con un dossier nostro che arriva stamattina, verra' esaminato tra oggi e domani da qualcuno in fretta e furia e quello sara' il giudizio sul quale si decidera' la sorte di questo grande campione di una forza sterminata". 

Sandro Donati si è anche concentrato sugli elementi che lo portano a dire che si sia trattato di un agguato: "Ne cito uno per tutti, il ritardo finale. Sul laboratorio di Colonia non abbiamo il minimo dubbio, bisogna vedere che cosa hanno portato a Colonia da analizzare. Il 13 maggio Colonia manda i risultati finali e la Iaaf - spiega - li tiene stretti in segreto fino al 21 giugno. In questo modo ci ha ritardato spaventosamente i tempi difesa, ma parlare di difesa e' un eufemismo perche' finora abbiamo lavorato giorno e notte ma nessuno ci ha ascoltati. Quando ci e' stato detto dagli organi italiani che dovevamo rivolgerci a Losanna, ieri abbiamo individuato in fretta e furia un avvocato svizzero al quale abbiamo spiegato sommariamente una storia complessa e stamattina partira' tutto. Probabilmente ci sara' soltanto il tempo che venga esaminata da un funzionario. Parlare di giudizio in queste condizioni e' grottesco e ridicolo". (AGI)