Campagna "vittoria dedicata a movimento della pallanuoto italiana

Rio de Janeiro - "Partita perfetta sotto il profilo del temperamento, della strategia e della tattica. Ciascuno dei ragazzi oggi ha dato il meglio di se stesso, pensando alla squadra e non individualmente". E' sorridente Alessandro Campagna, ct del Settebello di pallanuoto, che ai microfoni di Rai2 racconta tutta la sua soddisfazione: sconfiggendo la Grecia gli azzurri hanno raggiunto la semifinale ai Giochi Olimpici di Rio. "In tutte le fasi di gioco - continua - abbiamo scelto una soluzione studiata. Si ripresentano in semifinale le stesse quattro squadre di Londra, ma noi abbiamo cambiato sette giocatori, significa che il movimento funziona. Dedico questo risultato al movimento della pallanuoto italiana". In semifinale ci sara' la Serbia, che nel girone ha stentato ma oggi ha eliminato la Spagna: "Quando si giocano partite di questo livello il pregresso si azzera. La Serbia oggi ha fatto un 'partitone' mentre nelle prime cinque partite non era stata all'altezza. Di stasera mi e' piaciuta la disponibilita' nei confronti dei compagni di squadra - conclude -, la pazienza e l'umilta' con cui abbiamo aspettato la soluzione giusta con il compagno meglio piazzato". Ma, avverte Campagna, "ancora non abbiamo fatto nulla". Matteo Aicardi, sempre ai microfoni di Rai2, ringrazia tutti i compagni di squadra: "Era da tanto che non facevamo una partita cosi' e che non battevamo la Grecia, avevamo questa spada di Damocle sulla testa. Ringrazio Tempesti (il portiere, protagonista di una superba prestazione), oggi ci ha dato quel tocco in piu' per arrivare in semifinale. Abbiamo iniziato bene, dominando sia in attacco sia in difesa, quando recuperavamo palla la gestivamo bene". Dopo due sconfitte e' arrivata la risposta nella partita che contava: "E' questa la squadra che vuole il mister. Sappiamo che non siamo eccelsi tecnicamente ma ci mettiamo l'anima. La Serbia? Non ha fatto un girone al massimo ma io li conosco bene perche' ho molti compagni di squadra serbi e quando conta tirano fuori gli attributi. Li possiamo battere - conclude -, ma sempre con tanta umilta'". (AGI)