Atleti italiani a tavola, 90 chili di pollo a settimana

Cosmopolita a figlia d'arte, ecco la squadra azzurra a Rio

Atleti italiani a tavola, 90 chili di pollo a settimana
petto di pollo tacchino carni bianche (Agf) 

Roma - Le carni bianche, ovvero pollo e tacchino, leggere e digeribili, sono le protagoniste delle tavole dei 297 atleti italiani che gareggeranno a Rio. Secondo medici e nutrizionisti, interpellati da Inc-comunicazione, ne saranno consumati circa 90 chili ogni settimana. Per per una manifestazione così importante come l'Olimpiade, nulla è lasciato al caso nella preparazione dei nostri atleti. Per essere vincenti, anche la dieta gioca un ruolo fondamentale, per ogni disciplina. Si preparano piatti leggeri, con un giusto apporto di carboidrati e proteine, senza trascurare frutta e verdura. "Le differenze fondamentali tra l'alimentazione di un atleta e quella della popolazione generale riguardano l'aumentato fabbisogno di liquidi degli atleti per reintegrare le perdite che avvengono con la sudorazione e una maggiore richiesta di energia - spiega Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport - In linea generale i carboidrati assunti con la dieta servono prima, durante e dopo l'impegno sportivo: prima per riempire muscoli e fegato di glicogeno (la forma di deposito dei carboidrati nell'organismo); durante lo sforzo fisico per prevenire l'ipoglicemia e l'esaurimento del glicogeno muscolare; dopo per ricostruire il glicogeno muscolare."

"Per quanto riguarda gli alimenti proteici, sono da preferire quelli con il più alto valore proteico e il minor contenuto di grassi, come carni bianche, bresaola, pesce, prosciutto crudo magro, albume dell'uovo - continua Giampietro - Pollo e tacchino hanno, in particolare, una composizione in amminoacidi molto favorevole, in grado di fornire un elevato apporto di lisina, istidina e arginina, oltre che di aminoacidi ramificati (valina, leucina e isoleucina). Vantaggiosamente ridotto è, inoltre, il loro contenuto in grassi (da 1 a 6 grammi per 100 grammi di prodotto, a seconda delle parti utilizzate) e in colesterolo (50-60 mg/100 g). Per quanto riguarda la quantità giornaliera raccomandata di proteine, sia per gli atleti di forza sia per quelli di resistenza, si va da 1,2 fino a 2 g per ogni chilo di peso corporeo desiderato." Un'adeguata assunzione di liquidi è indispensabile per una prestazione atletica ottimale. "Lo scopo di bere è prevenire la disidratazione che si verifica durante l'esercizio fisico - spiega Giampietro - quindi è necessario introdurre una quantità sufficiente a coprire le perdite causate dalla sudorazione. Bisognerebbe iniziare a bere almeno 4 ore prima dell'inizio di una competizione, la quantità di acqua da assumere sarà pari a 5-7 ml per kg di peso corporeo (per esempio, 350-490 ml per un soggetto che pesa 70 kg). Per i ciclisti la colazione è rinforzata e durante la corsa il pranzo si fa in sella senza fermarsi. Per essere pronti a sostenere 5 ore in sella gli atleti si preparano con una colazione rinforzata con l'aggiunta di un piatto di pasta, o più frequentemente, riso in bianco, arricchito da una quota proteica, come affettati di pollo e tacchino, del prosciutto cotto o un'omelette. Durante la corsa, spiega Gaetano Daniele, medico dello sport, "Oltre a barrette o gel a base di carboidrati, utili per avere zuccheri a pronto impiego, i nostri atleti ogni mezz'ora circa mangiano dei piccoli panini imbottiti, dolci o salati. Possono essere con miele e marmellata, con l'aggiunta di una fettina di banana o un cubetto di ananas per renderli meno dolci e più palatabili, oppure con affettati di pollo e tacchino, con un formaggio spalmabile".

Per uno schermidore la difficoltà maggiore è l'alimentazione nel giorno di gara. "La scherma è una disciplina di tensione, è importante che gli atleti non siano appesantiti da una cattiva digestione - spiega Antonio Fiore, Presidente della Commissione medica della Federazione Internazionale di scherma e alla sua settima Olimpiade - la gara è ad eliminazione e dura tutto il giorno. Nella prima parte della giornata, durante le fasi eliminatorie tra un assalto e l'altro c'è solo il tempo per qualche spuntino, come barrette o integratori facilmente assorbibili. Prima della finale, invece, spesso trascorrono diverse ore e cerchiamo di cucinare per i nostri ragazzi un piatto di pasta, gradito a tutti e ideale per alzare l'umore ed allentare la tensione." Nel tennis, una peculiarità è che non si sa quanto durerà una gara, potrebbe protrarsi anche per ore. Come resistere alla stanchezza e allo stress? "E' importante programmare nel corso del match una serie di spuntini - spiega Erminia Ebner, biologa nutrizionista ed educatrice alimentare per il tennis (Federazione Italiana Tennis) - tra le alternative biscotti secchi, dolci da forno non farciti, frutta fresca o essicata.E per reintegrare i liquidi si utilizzano bevande idrosaline con zucchero e sodio." Durante gli allenamenti la giornata alimentare prevede una ricca prima colazione, due spuntini, mattina e pomeriggio, pranzo e cena. "I pasti principali prevedono un primo a base di pasta, riso o altri cereali, un secondo con una buona quota proteica, con una predilezione per carni bianche e pesce, e una porzione di verdure.

Nella ginnastica artistica "è consigliabile bere almeno due litri di liquidi al giorno, incrementare il consumo di frutta e verdura, in particolare gli alimenti che contengono beta carotene (precursore della vitamina A), come carote, zucca, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori, patate, pomodori, spinaci che aiutano a rinforzare le difese immunitarie e alimenti ricchi di vitamina E, come l'olio extravergine d'oliva, condimento da preferire in assoluto - spiega M. Lorena Tondi, biologa nutrizionista - Limitare il consumo di cibi ricchi in grassi, e seguire (consigliate) le indicazioni nutrizionali tipiche della dieta mediterranea. Tra le proteine di origine animale sono preferibili le carni bianche, perché meno ricche di grassi e più digeribili, da alternare con pesce, uova, latte e derivati, e con proteine di origine vegetale (es. Legumi)". Anche nel pugilato, "Chi non segue una dieta adeguata si trova, generalmente, in sovrappeso e ricorre a scappatoie, come il digiuno e la disidratazione, per poter rientrare nel peso previsto - spiega Massimiliano Bianco, Medico dello Sport, docente dell'Università Cattolica e da oltre 15 anni consulente della Federazione Pugilistica Italiana - La sua gara sarà, quindi, con la bilancia. Al momento della competizione sara' completamente svuotato, di energia, liquidi e mentalmente e, oltre a mettere a repentaglio la propria salute, difficilmente riuscira' ad esprimersi al meglio." Come deve essere un'alimentazione corretta? "La dieta di un pugile deve essere prevalentemente a base carboidrati (almeno il 60% delle calorie totali). Dovrebbe essere composta da almeno 5-6 pasti al giorno di cui 3 principali (colazione, pranzo e cena) e altri 2-3 spuntini (meta' mattina, meta' pomeriggio, prima di andare a dormire). I carboidrati possono derivare da cereali di vario tipo, frutta e verdura. Anche la componente proteica deve derivare da vari alimenti tra cui le carni, bianche e rosse, e pesce.

Per gli sport di acqua, a svelare il segreto della sua forma fisica è la tuffatrice Tania Cagnotto. Ecco il suo menù tipo: "Si parte al mattino con una colazione a base di pane di farro, ricotta e un caffè - spiega Tania - per pranzo una pasta condita in modo molto semplice, in bianco o col tonno; per cena carne, preferibilmente bianca e verdure, oppure minestre di legumi". La ricetta preferita per tenersi in forma? Per Tania "pollo al limone o in padella al pomodoro". (AGI)