Chi sono le 4 staffettiste d’oro diventate un simbolo dell’Italia multiculturale

La storia di Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot che hanno trionfato per l'Italia ai Giochi del Mediterraneo 

Chi sono le 4 staffettiste d’oro diventate un simbolo dell’Italia multiculturale
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 Le quattro atlete italiane

L’Italia trionfa ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona e la staffetta femminile diventa il simbolo del Paese multiculturale. L’immagine diventata virale in poche ore ritrae le 4 atlete trionfanti, sorridenti dopo il traguardo e in posa da Charlie’s Angeles. Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot hanno vinto un difficile oro in 3'03"54 e scatenato i social nelle ultime ore. Il motivo è legato al colore della pelle e alle loro origine (due sono nigeriane, una del Sudan e una cubana): “Sono la risposta a Pontida”, si legge su Twitter. Il riferimento è al ministro dell’Interno Matteo Salvini che domenica era impegnato nell’ormai tradizionale appuntamento annuale nella città lombarda.

Salvini: Non sono loro il problema

Il caso è subito diventato politico. Salvini ha risposto su Facebook per smarcarsi dalle polemiche: "Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito (tranne qualche "benpensante" e rosicone di sinistra), il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese. Applausi ragazze!!!”.

Ma chi sono le 4 ragazze?

Maria Benedicta Chigbolu: Nata a Roma il 27 luglio 1989, Maria Benedicta Chigbolu, 29 anni, come si legge sul sito della Fidal (la Federazione italiana di atletica leggera) è la seconda di sei figli (tre fratelli e tre sorelle) di una insegnante di religione, Paola, e di un consulente internazionale nigeriano, Augustine. Il nonno Julius è stato una celebrità in Nigeria: ha partecipato ai Giochi olimpici di Melbourne 1956 arrivando in finale nel salto in alto e poi è anche diventato presidente della Federatletica nigeriana.

Il primo approccio con l’atletica a sedici anni quando un professore dell’Istituto magistrale socio psicopedagogico Vittorio Gassman di Roma, notate le sue notevoli qualità fisiche, l’ha indirizzata al campo romano della Farnesina. Qui ha cominciato a praticare l’atletica seguita da Fulvio Villa. Reclutata nell’Esercito, è allenata a Rieti da Maria Chiara Milardi e legata sentimentalmente al quattrocentista azzurro Matteo Galvan. Ha vinto il bronzo europeo della 4×400 nel 2016, poi ha realizzato il primato italiano con la staffetta azzurra ai Giochi di Rio. Laureata in scienze dell’educazione e della formazione, in passato si è dilettata anche come fotomodella.

Ayomide Foloruns: Nata ad Abeokuta (Nigeria) il 17 ottobre 1996, Ayomide Folorunso, 22 anni, proviene da una famiglia originaria del Sud-Ovest della Nigeria. Dal 2004, si legge su TPI, “Ayo” si è stabilita con i genitori – la mamma Mariam e il papà Emmanuel, geologo minerario – a Fidenza, dove è stata notata nelle competizioni scolastiche dal tecnico Chittolini e affidata a Maurizio Pratizzoli. Non è riuscita a vestire l’azzurro nei Mondiali under 18 del 2013 pur avendo ottenuto il minimo in ben cinque specialità, perché ha ricevuto il passaporto pochi giorni dopo la rassegna iridata.

A giugno del 2015 è stata arruolata in Fiamme Oro, proveniente dal Cus Parma. Semifinalista ai Giochi di Rio, dove ha realizzato il primato italiano con la staffetta 4×400 azzurra, nel 2017 ha conquistato il titolo europeo under 23 e anche l’oro alle Universiadi. Studentessa di medicina e aspirante pediatra, è anche appassionata di letture fantasy, e legge tutti i giorni le Sacre Scritture.

Raphaela Lukudo: Nata ad Aversa (Caserta) il 29 luglio 1994, Raphaela Lukudo, 24 anni, viene da una famiglia originaria del Sudan, stabilita da tempo in Italia. I Lukudo hanno vissuto prima nel Casertano e successivamente, quando “Raffaella” aveva appena due anni, si sono trasferiti a Modena. Ha scoperto l’atletica nel 2006, con il Mollificio Modenese, per diventare quindi una promessa del giro di pista sotto la guida tecnica di Mario Romano. Nel 2011, dopo aver dimostrato il suo valore ancora allieva ai Mondiali di categoria (semifinalista sul piano nonostante un infortunio alla vigilia della gara), si è trasferita per un paio di anni con la famiglia nei pressi di Londra, rientrando poi in Italia.

Dal giugno 2015 si allena con Marta Oliva alla Cecchignola, nel centro sportivo dell’Esercito. Nella stagione indoor 2018 ha conquistato il suo primo titolo assoluto sui 400 metri per scendere a 53.08, ottava italiana alltime. Studia scienze motorie ma ha frequentato l’istituto d’arte, conservando la passione per disegno e foto.

Libania Grenot:  Nata a Santiago de Cuba (Cuba) il 12 luglio 1983, Libania Grenot a Cuba è considerata un talento. Il papà Francisco è sindacalista, la mamma Olga giornalista. L’ultima apparizione con la maglia rossoblù e la stella è stata quella dei Mondiali di Helsinki 2005. Poi l’avventura italiana. La cittadinanza è arrivata ad aprile 2008 aprendole la strada per il primo miglioramento del record italiano dei 400, da lei portato nel 2009 a 50.30. Dalla fine del 2011 si allena in Florida seguita dal tecnico statunitense Loren Seagrave. Nel 2014 la consacrazione internazionale con la vittoria agli Europei di Zurigo, mentre il 27 maggio 2016 è diventata primatista italiana dei 200 metri (22.56) a Tampa, negli Stati Uniti.

Ha confermato il titolo continentale nel 2016 ad Amsterdam, dove ha conquistato anche il bronzo con la 4×400 azzurra, poi la sua prima finale olimpica individuale a Rio, seguita dal record italiano in staffetta.



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