Mancini si scusa, "dito medio gesto di rabbia"

Mea culpa del tecnico dopo il gestaccio ai tifosi del Milan

Mancini si scusa, "dito medio gesto di rabbia"
Mancini fa il dito medio ai tifosi del Milan (Youreporter) 

Milano - "Mi scuso per un gesto di rabbia che non avrei dovuto fare". Roberto Mancini, a mente fredda, fa mea culpa via Twitter per il dito medio mostrato ai tifosi rossoneri mentre stava lasciando il campo dopo l'espulsione nel derby.

Il tecnico jesino è tornato anche sulla sconfitta: "Sono molto dispiaciuto, capisco l'amarezza dei tifosi. Per uscire da questa situazione serve lavoro e pazienza da parte di tutti". Ieri Mancini è apparso molto nervoso, in campo e fuori. Davanti alle telecamere, nel post partita, ha anche apostrofato una conduttrice che gli chiedeva se l'errore di Icardi dal dischetto poteva essere la conseguenza delle critiche del tecnico della settimana scorsa ("quel gol lo segnavo anche a 50 anni", ndr): "questa è una stronzata", ha risposto il Mancio, per poi concudere: "dite cagate".

 

Oggi, intanto, Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" risponde a Roberto Mancini, che ieri si era lamentato della direzione di Damato nel derby ed è stato espulso per proteste. "Chi dice che gli arbitri sono permalosi, non li conosce e non li frequenta. Non siamo permalosi, siamo coloro che hanno il dovere e l'obbligo di applicare il regolamento. Può capitare di sbagliare ma è fisiologico. Qualche volta l'errore può diventare importante, ma quando l'allenatore comincia ad attaccare la classe arbitrale è perchè percepisce che la sua squadra in crisi".

Secondo Nicchi "gli allenatori purtroppo hanno da difendere il proprio contratto e ogni volta che vedono la squadra in crisi, quale miglior cosa se non attaccare gli arbitri? Ma è una cosa che non paga più. Auspicherei che un allenatore, a fine partita, prima di esprimersi si rilassi un attimo".

E quanto a Montella, Nicchi dice "non fa del bene a lui stesso e al calcio quando dice di auspicare che un arbitro abbia la stessa personalità in tutte le gare. Fabbri, di personalità, ne ha da vendere". (AGI)

(1 febbraio 2016)