Inzaghi, "non basta una partita per diventare grandi"

(AGI) - Carnago (Varese), 6 dic. - L'asticella per il Milaninizia ad alzarsi. Il buonissimo gioco espresso control'Udinese va confermato domani contro il Genoa, su un campodifficile come quello di Marassi. Il tecnico rossonero e' benconscio dell'importanza del momento. Il calendario impone trescontri diretti che metteranno il Milan spalle al muro prima diNatale. Fine dicembre e' proprio il termine che si era datoInzaghi a inizio stagione, quando gli chiedevano di esporsisugli obiettivi stagionali: "Siamo pronti.La squadra si e'preparata nel modo giusto. Domani affrontiamo una garacomplicata, il Genoa e' terzo e

(AGI) - Carnago (Varese), 6 dic. - L'asticella per il Milaninizia ad alzarsi. Il buonissimo gioco espresso control'Udinese va confermato domani contro il Genoa, su un campodifficile come quello di Marassi. Il tecnico rossonero e' benconscio dell'importanza del momento. Il calendario impone trescontri diretti che metteranno il Milan spalle al muro prima diNatale. Fine dicembre e' proprio il termine che si era datoInzaghi a inizio stagione, quando gli chiedevano di esporsisugli obiettivi stagionali: "Siamo pronti.La squadra si e'preparata nel modo giusto. Domani affrontiamo una garacomplicata, il Genoa e' terzo e ha battuto la Juventus ma anchenoi siamo in un bel momento. Ci vorra' un grande Milan". Unasfida difficile per il Milan, ma il tecnico con orgogliorivendica anche le qualita' dei suoi ragazzi, sottolineandocome non sara' semplice nemmeno per i rossoblu' affrontaredomani la sua squadra, carica a mille dopo la bella prestazionecontro l'Udinese: "Rispetto i ragazzi di Gasperini e i mieigiocatori sanno molte cose su di loro. Hanno un fattore campoma noi siamo pronti ad ogni battaglia, ma non sara' semplicenemmeno per loro trovarsi un Milan cosi' di fronte".L'entusiasmo non arriva solo dalla vittoria contro i friulani,ma anche dall'ondata di ottimismo che sta portando ilpresidente Silvio Berlusconi durante le sue visite delvenerdi'. In particolare quella di ieri, che passera' allastoria come la prima volta di tutta l'alta dirigenza rossonerapresente in quel di Milanello. Il presidente, assieme a BarbaraBerlusconi e Adriano Galliani, davanti a tutti si e'preoccupato di lodare la squadra per il bel gioco espresso e ilbel clima. Parole che rendono orgoglioso il giovane allenatore:"Hanno fatto felici i miei giocatori. Si vedeva la voglia, laconvinzione e il gioco, speravo si prendessero una giornata difelicita'. Per diventare grandi bisogna fare tante partitefatte bene, da domani abbiamo un altro banco di provaimportante". L'allenatore rossonero si rivede in questigiovani, che stanno mostrando la stessa voglia di fare e lostesso attaccamento alla maglia che aveva lui quando era incampo. Valori mostrati anche da chi sta giocando meno, o chinon riesce a esprimere il proprio meglio. Uno su tutti,Fernando Torres. Lo spagnolo sta pian piano perdendo terreno eposizioni; una situazione non facile per lui e nemmeno perInzaghi, costretto a prendere decisioni sofferte mainevitabili. Per il momento la "missione recupero" sullospagnolo sembra accantonata, anche se lo stesso tecnico non sela sente di bocciarlo gia' a dicembre: "Posso solo dire quelloche vedo ed il ragazzo in allenamento si impegna e mette tuttose stesso. Mi auguro che possa tornare il Torres checonosciamo, gli e' mancato qualche gol e potrebbe tornarequando sara' in un momento fisico e mentale ottimale. I gol diTorres e Pazzini per noi saranno fondamentali. Gli serve soloun gol, potrebbe sbloccarlo sotto tutti i punti di vista. Stasolo a me, ho voluto io questo giocatore e non ho perso lafiducia in lui. Speriamo gia' da domani, se non sara' cosi'sara' la prossima". Al centro del tridente ci sara' ancoraMenez, uomo cardine di questa squadra. Segna, corre, va incopertura. Un giocatore a tutto campo, che sta giocando al disopra delle aspettative di tutti, Inzaghi compreso: "Non e'solo tecnica e dribbling, ma ha anche un ottimo comportamento.Un leader sotto questo punto di vista". Dal francese ripartira'questo Milan, che sogna sempre il terzo posto, nonostante laconcorrenza sia agguerrita. Per il tecnico e' meglio puntarepiu' in alto possibile: "Pensare in grande aiuta a diventaregrandi. Perche' non provarci? Siamo il Milan. Se quest'annol'obiettivo primario e' il terzo posto, mi auguro che tra pocotorni a essere lo scudetto, anche perche' non sono venuto quiper accontentarmi, ma per far tornare il Milan al piu' prestogrande, come vuole la societa'. La mia priorita' e' portare lamia squadra al massimo delle sue possibilita': solo cosi'saremo felici". Parole che lasciano intuire come vincere,giocando bene, possa fare bene all'umore. L'ottimismopresidenziale ha fatto il resto. (AGI).